5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

16 Settembre 2023 - Sabato

16 Settembre 2023 - Sabato

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 6,43-49 –

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

La prima cosa che deve fare chiunque volesse costruire una casa è quella di fare le fondamenta. Più profonde sono le fondamenta più l’edificio è saldo e sicuro. Questo lo sanno tutti! Ora la questione suscitata dal Vangelo di stamattina è proprio questa: l’umanità di oggi, pur aiutata dal progresso a progettare imprese importanti, sembra preoccuparsi di meno delle fondamenta interiori. L’uomo di oggi da una parte appare super-tecnologico e capace di dominare il mondo; dall’altra mostra di essere sempre più fragile ed insicuro, più pauroso delle generazioni precedenti probabilmente perché si è lasciato illudere di potere fare a meno di Dio!
Gesù ci indica la strada per ritrovare noi stessi non al di fuori di noi, ma dentro di noi. Si tratta di fare un viaggio che di per sé sarebbe anche breve, ma che appare sempre più difficile: il viaggio dalla testa al cuore! Dobbiamo rientrare in noi stessi, ne abbiamo urgentemente bisogno perché la cultura post-moderna ci ha proiettati lontano: da Dio, da noi stessi, dagli altri, dal Creato! Abbiamo bisogno di ritrovare il fondamento della nostra vera identità. Da dove partire? Dalla Parola di Dio: «Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia».
Dobbiamo ripartire dalla Parola di Dio, dal Vangelo, dagli insegnamenti di Qualcuno che è morto per noi. E possiamo ben fidarci di Qualcuno che ha dato la vita per noi! Abbiamo bisogno di conoscere la Sua Parola, di familiarizzare con essa perché la vita cristiana si riduce in fin dei conti ad una cosa semplice e stupenda al tempo stesso: avere in noi il Pensiero di Cristo. Così scrive l’Apostolo Paolo: «Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo» (1Corinzi 2,16).
Possiamo e dobbiamo anche noi arrivare a poter dire con san Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me» (Gal 2,19-20). Mettere radici profonde nella nostra umanità bella, ma fragile significa ascoltare Dio che parla alle nostre coscienze. Significa accettare la sfida di discernere tra i nostri pensieri umani, tra quelli che il maligno cerca di ispirarci e i pensieri che vengono da Dio! Il quale è perfetto, sì, ma un difetto i Padri lo trovavano: parla sottovoce e per ascoltarlo occorre ricreare le condizioni del silenzio interiore.
Così difficile oggi! Giacché siamo sempre tutti iper-connessi e non stacchiamo più gli occhi dal cellulare o dal tablet, quasi ipnotizzati all’interno di un mondo virtuale sempre più pericoloso perché ci sta diseducando ai rapporti personali veri e concreti, facendoci nascondere dietro “faccine” che spesso non dicono la verità su ciò che proviamo davvero nel cuore. Gesù ci invita dunque a lavorare sul nostro cuore/coscienza/intelligenza. Perché la bocca dell’uomo «esprime ciò che dal cuore sovrabbonda». Dobbiamo dunque preoccuparci con che cosa nutriamo il nostro cuore. Perché se ci abituiamo a nutrirci di giudizi, orgoglio, cattiverie, rancori, lussuria allora anche i nostri gesti, scelte, progetti saranno avvelenati.
Se invece ci preoccupiamo di fare abitare il cuore dalla carità, verità, giustizia, pace allora la nostra vita e la vita di chi ci sta accanto sperimenterà la Presenza del Signore. Allora saremo alberi buoni, non perché siamo diventati bravi e virtuosi e religiosi… Ma perché le radici della nostra vita, attraverso l’ascolto attento e grato della Parola di Dio, affonderanno in Cristo. Solo Lui può renderci capaci di portare frutti di pace, di amicizia, di amore, di giustizia, di perdono. Solo Lui!

Caro Gesù,
oggi mi chiedo:
ma che albero sono io?
Quali frutti sto portando nella mia vita
e nella vita delle persone a me legate?
Su quali fondamenta sto costruendo la mia esistenza?
Le mie relazioni amicali, affettive
su cosa sono fondate?
Me lo chiedo Gesù,
perché oggi tutto appare terribilmente fragile!
Perché anche i legami più sacri e profondi
saltano con la stessa facilità
dei tappi di spumante a Capodanno!
Su cosa sto costruendo?
Sull’apparire, sull’immagine esteriore,
sulla vita scintillante, ma virtuale dei social?
Siamo veramente “liberi”
in un mondo in cui proliferano gli “influencer”?
Sto costruendo solo sui sentimenti,
belli ma fragilissimi?
Sui “mi piace” degli altri?
E sento nel cuore la nostalgia della Tua Parola
che attraversa i secoli e i millenni
e rimane sempre fresca ed attuale.
L’unica capace di accendere i cuori
di un fuoco che non si spegne più.
L’unica capace di dirmi chi sono: figlio di Dio e fratello di tutti!
Da dove vengo: dall’Amore infinito e paterno di Dio!
Dove sto andando: verso la Vita eterna!
Cosa ci faccio sulla terra: sono stato creato
per amare ed essere amato!
E allora riprendo il cammino con una nuova serenità.
Sì continuo ad essere albero fragile e sbattuto dal vento,
ma ora so che la mia Radice sei Tu!
E non ho più paura delle tempeste!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

Orari

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