5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

18 Gennaio 2024 - Giovedì

18 Gennaio 2024 - Giovedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Marco – Mc 3,7-12

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Il brano di oggi ci presenta lo spaccato di una giornata tipo di Gesù. Le folle lo cercavano, la Sua fama di guaritore si era già diffusa in Palestina, c’era addirittura il rischio che rimanesse schiacciato dalla moltitudine di persone che accorrevano a Lui.
Da questa descrizione nasce una prima riflessione: perché oggi l’umanità che ha le stesse ferite, nel corpo e nell’anima, delle folle del tempo di Gesù oggi non accorre più da Lui? Le Chiese si stanno svuotando eppure il Vangelo che proclamiamo ogni giorno è sempre la Sua Parola viva ed efficace; eppure continua ad essere presente nell’Eucaristia, vivo e risorto! L’immensa opera di secolarizzazione ormai in atto da decenni ha creato una vera e propria disaffezione nei confronti di Dio. E pur tuttavia nonostante le tante proposte alternative che il mondo offre al posto della fede, l’uomo rimane infelice, assediato da un senso di solitudine e di fragilità come non mai nelle epoche storiche precedenti.
Certamente anche come Chiesa occorrerà farci un esame di coscienza: probabilmente una causa di questa secolarizzazione è anche la mancanza di coerenza di noi battezzati, soprattutto quelli che abbiamo un compito all'interno della Comunità ecclesiale. Il “tutto e subito” della nostra società iper-tecnologica e iper-connessa sembra cozzare con la logica di Dio i cui tempi sono diversi dai nostri: «Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri» (Isaia 55,8-9). La diversità dei tempi con i quali Dio agisce nella storia e che noi interpretiamo come “lentezza” in realtà è una pedagogia per farci riappropriare del nostro “umano”. Basterebbe osservare la natura e i suoi ritmi: ogni pianta ha bisogno del suo tempo per portare frutto ed ogni forzatura ci consegna dei prodotti alterati, adesso anche geneticamente modificati, a scapito della nostra salute.
Chi è dunque questo Gesù che oggi è diventato quasi un perfetto sconosciuto? È mai possibile che dobbiamo andare a scuola degli spiriti impuri per conoscere l’identità di questo giovane profeta nazaretano? Così infatti lo definiscono i demoni: «Tu sei il Figlio di Dio!». Gesù è il Figlio di Dio, fattosi carne nel mistero del Natale e fattosi solidale con noi nel mistero della Pasqua perché dalla Sua morte potessimo avere la vittoria sul male e sul peccato e sulla morte stessa! È il Figlio di Dio che i demoni guardano con paura, ma che noi possiamo guardare con gli occhi di quella straordinaria amicizia che Lui stesso ci ha offerto: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi (Giovanni 15,15).
Possiamo ancora oggi guardarLo con gli occhi della fede/speranza/carità per diventare anche noi quella barca che Gesù chiese ai discepoli di mettergli a disposizione per raggiungere gli uomini del nostro tempo non con discorsi difficili e astratti, ma con l’efficacia della testimonianza di una vita vissuta con il Vangelo in mano e nel cuore per essere testimoni credenti e credibili dell’Amore!

Caro Gesù,
fa un certo effetto leggere nei Vangeli
che eri spesso assediato dalle folle
mentre oggi l’umanità sembra distratta da mille cose,
indifferente alla Tua Persona e al Tuo messaggio
e pur essendo fragile come quella del Tuo tempo
rimane intontita, come se fosse rassegnata
ad un futuro iper-tecnologico, sì,
ma sempre più povero di umanità!
Forse sarà l’illusione di sentirci evoluti,
super protetti da un progresso scientifico straordinario.
Eppure è bastato un virus invisibile agli occhi umani
a mettere in ginocchio il mondo intero,
a moltiplicare le paure,
a creare sempre più distanze, non solo fisiche,
ma soprattutto umane tra ognuno di noi.
Perché dovremmo accorrere a Te?
Chi sei Tu veramente?
Siccome ci sorprendi sempre,
oggi ci porti a scuola addirittura dagli spiriti impuri
che rivelano in pienezza la Tua misteriosa identità:
“Tu sei il Figlio di Dio!”.
Loro lo dicono con terrore,
noi Te lo diciamo con amore:
crediamo davvero che Tu sei il Figlio di Dio.
Confessiamo che sei la Fonte
d’acqua viva della misericordia,
sappiamo che ci ami alla follia,
che ci chiami per nome,
che sei la Via, la Verità e la Vita!
Confessiamo che solo in Te c’è salvezza
e ancora oggi accorriamo a Te,
Pastore buono e bello,
ci fidiamo di Te e ci affidiamo a Te,
perché Tu solo hai parole di vita eterna,
Tu solo sei il Principio e il Fine
di tutto il creato!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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