5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

25 Agosto 2023 - Venerdì

25 Agosto 2023 - Venerdì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo – 22,34-40 –

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Interrogato su quale sia il comandamento più importante Gesù come sempre riconduce tutto all’origine: l’Amore del Padre Suo e nostro per noi. L’Apostolo Giovanni ci ha lasciato la definizione più sintetica ed efficace: «Dio è Amore» (1Giovanni 4,8)! E nel suo stupendo Prologo annuncia: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Giovanni 1,1). Dobbiamo sempre partire dal o ritrovare il Principio se non vogliamo smarrire la strada, se non vogliamo trasformare i nostri percorsi di fede in stanche e trascinate devozioni e precetti e in partecipazioni annoiate a riti (come la Messa) che dovrebbero invece farci bruciare il cuore per l’incontro personale e comunitario con il Risorto. Perché in fondo il problema è sempre quello: pensare che dobbiamo “fare” delle cose anche sacre e belle per il Signore, immaginare che il nostro rapporto con Lui si basi sulla contabilità delle nostre presenze alle Messe e alle processioni e alle catechesi, che d’altra parte sono tutte cose giustissime.
La questione è questa: con quale spirito viviamo queste cose? Con l’ansia da prestazione di chi deve dimostrare di essere buono davanti a Dio oppure con lo spirito di figli che accolgono con gratitudine il dono immeritato dell’Amore di Dio. Ci viene in aiuto ancora una volta l’Evangelista: «In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati» (1Giovanni 4,10). Quando Gesù ci chiede di amare Dio sopra ogni cosa ci sta semplicemente chiedendo di accogliere come figli questo amore gratuito e di restituirlo a Lui e ai fratelli attraverso la carità.
Poi è bellissima la totalità dell’amore: «con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». Non è la richiesta esigente di un Maestro severo, ma è un’esigenza insita nell’amore stesso. Non si può amare a metà, a tempo determinato, in modo parziale. Forse per questo abbiamo sempre tanti vuoti nel cuore perché facciamo fatica a lasciarci amare e ad amare così: con “tutto” noi stessi! Per amare così dobbiamo essere pronti a “dare la vita”, non a prenderla dall’altro. Lo insegna Gesù: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Giovanni 15,13). E qui entriamo nella seconda parte dell’insegnamento: non basta amare Dio! Bisogna amare il prossimo come sé stessi. Allora possiamo dire che il mio amore per il Signore è autentico se amo anche i miei fratelli e sorelle in umanità. L’altro/a è la via principale per giungere a Dio!
Il Vangelo di Matteo ci offre una conferma di quanto stiamo dicendo: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (25,35-36). Nell’altro c’è sempre Dio! E questo porta ad una conclusione di straordinaria importanza: l’Uomo è la via per giungere a Dio! Amare l’altro è amare Dio! Ci rendiamo conto di quante occasioni abbiamo nel quotidiano per amare Dio? Di come ci incontra sempre attraverso gli altri? Di come non bisogna fare cose eccezionali, ma piccole cose con grande amore?
Ci lasciamo con due detti dei Padri del deserto: «Un fratello interrogò un anziano dicendo: “Come può un uomo ricevere il carisma di amare Dio?”. E quello rispondendo disse: “Quando qualcuno vede il proprio fratello nella svogliatezza e chiama Dio in suo soccorso, allora ottiene la piena conoscenza di come bisogna amare Dio” (XVII,30); «Un anziano disse: “Acquistiamo il principale dei beni, l'amore. Il digiuno non è nulla, la veglia non è nulla né qualunque altra sofferenza, se manca l’amore, perché sta scritto: Dio è amore (1Gv 4,16)” (XVII,31)».

Caro Gesù,
sai che tante volte ci smarriamo
anche quando pensiamo di fare cose belle e buone per Te.
Ci preoccupiamo di tantissime cose:
celebrare riti, organizzare processioni e pellegrinaggi,
fare catechesi e convegni su di Te,
ma spesso ci dimentichiamo (o facciamo abilmente finta) della cosa fondamentale:
che Tu sei Amore e che da noi non desideri altro
che impariamo a lasciarci amare da Te
e ad amare gli altri come noi stessi.
Grazie perché ci ricordi che il Tuo Amore per noi
è il respiro dell’Universo, il battito di cuore degli oceani,
il vento a volte leggero, altre volte impetuoso che ci circonda.
Grazie perché ci ricordi che Tu sei Amore
e che solo amando Te e in Te ogni creatura
riproduciamo sui nostri volti e nei nostri cuori
la Tua Bellezza affascinante.
Grazie perché non ci consegni amori a metà,
parziali, a tempo determinato, a convenienza,
di quelli che lasciano solo tanta amarezza in noi.
Ci doni invece di amare come fai Tu:
con tutto noi stessi, cuore, anima, mente
perché solo amando così possiamo toglierci le maschere
e le caricature che ci siamo fatti di noi stessi
e ritroviamo l’identità di figli, sempre deboli e fragili,
ma capaci finalmente di amare con tutto sé stessi.
Ed il Paradiso inizia già da questa Terra.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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