5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

25 Gennaio 2024 - Giovedì

25 Gennaio 2024 - Giovedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Marco – Mc 16,15-18

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Oggi la Chiesa celebra la solennità della Conversione di San Paolo e per questo interrompe la lettura dei primi capitoli del Vangelo di Marco per farci leggere l’invio missionario dopo la Risurrezione. È un invito che Gesù Risorto rivolge a tutti i battezzati di ogni tempo.
Sì, perché l’urgenza dell’annuncio non spetta solo ai sacerdoti e ai consacrati, ma tutti i battezzati devono sentirsi chiamati anche se ognuno con modalità diverse. La prima esortazione – proclamare il Vangelo ad ogni creatura – non significa soltanto leggere e spiegare il Vangelo, ma fare in modo che la nostra vita concreta e quotidiana sia epifania della Parola ascoltata! Che i nostri gesti, le scelte, le parole mostrino al mondo che Gesù vive in noi.
Per comprendere meglio questo punto cito alcune frasi di San Francesco di Sales: «Non parlare di Dio a chi non te lo chiede. Ma vivi in modo tale che, prima o poi, te lo chieda». E ancora: «È necessario che le vostre parole escano dal cuore più che dalla bocca. Si ha un bel dire, ma il cuore parla al cuore e la lingua parla solo alle orecchie». La nostra vita semplice, ma immersa quotidianamente in Dio – ognuno con la sua vocazione – deve essere la “predica” più efficace. Poi Gesù indica i “segni” che accompagneranno l’annuncio del Vangelo: scacciare i demoni, parlare lingue nuove, prendere in mano i serpenti, bere il veleno e l’imposizione delle mani per guarire gli ammalati. Tutti segni che sin dall’inizio hanno accompagnato la Chiesa, ma che al di là del fatto carismatico possono essere manifestati da tutti i battezzati.
Per esempio: non tutti i battezzati hanno il compito di fare esorcismi, ma tutti siamo chiamati a combattere il Maligno e le sue tentazioni e suggestioni “scacciandolo” via dalla nostra vita con la forza e la grazia dei Sacramenti e la devozione alla Vergine Maria. Il parlare lingue nuove non vuol dire imparare lingue straniere, ma significa esprimersi e rendersi universalmente comprensibili attraverso il linguaggio della carità, che tutti sono in grado di comprendere. Prendere in mano i serpenti (personalmente non potrei mai farcela a causa della mia invincibile repulsione per i rettili…) significa essere capaci di dominare i “serpentelli” dei nostri pensieri negativi, dei giudizi, dei rancori. Mentre i veleni da bere fanno certamente riferimento alle tante amarezze della vita, alcune davvero velenosissime che a volte siamo costretti a bere, ma che non avranno mai la forza di uccidere in noi il desiderio di vivere come figli di Dio!
Infine l’imposizione delle mani, al di là del riferimento al gesto di invocazione dello Spirito che esso significa ancora oggi – ci indica la strada dell’altro/a come via da percorrere per giungere a Cristo. In questa “imposizione delle mani” possiamo intravedere i nostri abbracci, le pacche sulle spalle per confortare chi è in difficoltà, tutti i gesti con i quali possiamo esprimere vicinanza, prossimità e solidarietà ai nostri fratelli in umanità. Dunque è un Vangelo per tutti. Tutti dobbiamo sentirci coinvolti nell’attività evangelizzatrice della Chiesa che si può sintetizzare nell’annunciare e mostrare al mondo che Dio è Amore!

Caro Gesù,
Ti ringraziamo perché oggi
fai sentire anche a noi il Tuo desiderio
di raggiungere l’umanità
di questo nostro tempo postmoderno
coinvolgendo anche noi
in questo compito così importante.
E cosa dobbiamo dire di Te?
Dobbiamo studiare teologia?
Imparare dottrine difficili?
Superare esami davanti a commissioni esigenti?
Niente di tutto questo!
Ci chiedi solo di fare tutto “nel Tuo nome”,
ossia di vivere la nostra vita in comunione con Te,
di essere così intimamente uniti a Te
che in ciò che facciamo,
pensiamo, diciamo, sogniamo
trasmettiamo la Tua presenza in noi.
Ci chiedi solo di accogliere
il Tuo pensiero, la Tua Parola
perché diano forma, sostanza e direzione
ai nostri pensieri e alle nostre parole.
Non ci chiedi di costruire fortezze private
nelle quali goderci qualche minuto di pace.
Al contrario ci mandi nel cuore del mondo,
di questo nostro mondo inquieto ed impazzito,
in mezzo ai nostri fratelli e sorelle in umanità,
fragili e feriti come noi,
pieni di speranza e di paure come noi,
per dire loro che Ti abbiamo incontrato,
che abbiamo incontrato l’Amore
che dà senso ad ogni cosa.
Per dire a tutti che l’unica medicina
per la pazzia del nostro tempo
è la Tua follia d’Amore per noi.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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