5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

28 Ottobre 2023 - Sabato

28 Ottobre 2023 - Sabato

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Nel giorno della festa degli Apostoli Simone e Giuda la Chiesa ci fa ascoltare il Vangelo della chiamata dei discepoli. Una prima forte risonanza nasce dal contemplare Gesù in preghiera.
Cos’era la preghiera per Gesù? Un dialogo d’amore col Padre Suo. I Vangeli ci consentono di scostare leggermente il velo del mistero di questa relazione consegnandoci alcuni spunti dei contenuti della preghiera di Gesù. Un primo elemento era costituito dalla gioia, dalla lode e dalla gratitudine del Figlio verso il Padre Suo (e nostro!): «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (Matteo 11,25-26).
Un altro elemento costitutivo della preghiera di Gesù è stata la fiducia illimitata nella potenza del Padre. Lo vediamo nella risurrezione dell’amico Lazzaro: «“Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”» (Giovanni 11,41-43). Fiducia assoluta che ritorna nell’ultima parola che Gesù pronuncia prima di spirare sulla Croce: «Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò» (Luca 23,46). Vi suggerisco ancora la lettura del capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, conosciuto come la “preghiera sacerdotale di Gesù” dal quale emerge l’intensità del dialogo tra Gesù e il Padre poche ore prima della Passione e l’oggetto di questa preghiera: noi, la nostra salvezza eterna, il dono della partecipazione alla stessa unità tra il Padre e il Figlio.
Un altro elemento di meditazione è offerto dal fatto che Gesù, che è Dio con il Padre e lo Spirito e potrebbe fare tutto da solo poiché è Onnipotente, vuole avere bisogno di noi e ci chiama a collaborare al Suo disegno di Amore e di Salvezza per l’umanità. Sì, chiama a collaborare tutti i battezzati, a prescindere dalla vocazione particolare, e ci chiama “per nome”, ossia non ci vede come una massa di persone, come un immenso gregge di fedeli, ma guarda dritto nel cuore di ognuno di noi, vuole avere un rapporto personale con ognuno di noi: è un Dio che “chi-ama” perché “ama”! Dietro ogni nome c’è una storia unica ed irripetibile che Dio conosce e che gli è immensamente cara. Siamo stati creati perché ognuno di noi è chiamato a fare qualcosa che nessuno può fare al posto nostro. Il Beato Carlo Acutis direbbe così: «Siamo nati originali, non viviamo come fotocopie». E dopo esserci messi dalla parte degli Apostoli ora passiamo dalla parte della folla e della moltitudine di genti «che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie».
Come si fa ad essere discepoli di Gesù? Dobbiamo “ascoltarlo” ossia dobbiamo imparare ad avere confidenza con la Sua Parola (in fondo questo è un po’ lo scopo di questo nostro piccolo momento quotidiano: “5 minuti con Gesù”), permettere alla Sua Parola di formare in noi “il pensiero di Cristo” (cfr. 1Corinzi 2,16), per potere arrivare anche noi a dire: «non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me» (Galati 2,20). Ancora un passaggio importante per il nostro discepolato: questa moltitudine di persone (e noi in mezzo a loro) si recavano da Gesù per «essere guariti dalle loro malattie». Siamo tutti malati ossia abbiamo tante debolezze, nel corpo, nello spirito, nella mente. Siamo pieni di paure e di insicurezze (madri delle nostre paure). A volte siamo presi dallo sgomento e dallo scoraggiamento perché facciamo tanti sforzi per venirne fuori e non ce la facciamo. Assomigliamo molto ai gamberi: un passo avanti e due indietro… Cosa possiamo fare? Andare da Gesù, parlarne con Lui e la prima cosa che ci farà fare è… la pace con i nostri limiti e debolezze!
Il discepolo maturo, il cristiano credente e credibile non è colui/colei che ha capito tutto, che ha risolto tutto, che ha sciolto tutti i nodi della propria vita. È invece colui/colei che ha imparato a convivere con i propri limiti ed ha imparato a riderne, che ha “consegnato” le proprie povertà a Gesù che ne farà addirittura punti di forza per un cammino di autentica santità; sì, la santità della “porta accanto”, della vita ordinaria che include e non esclude le nostre fragilità. Con le nostre povertà umane siamo sempre ad un bivio: o le consegniamo al Maligno (con l’orgoglio, la presunzione di farcela da soli, il rancore, la mancanza di pacificazione con sé stessi) oppure le consegniamo a Dio e ne farà strumento per un cammino di carità e verità, gli ingredienti fondamentali per diventare santi.
Un’ultima annotazione. Possiamo anche noi “toccare” Gesù come faceva la folla del Vangelo? Certamente: nella Sua Parola, nei Sacramenti, nella preghiera, nella vita di carità, in ogni fratello/sorella che ci si affianca (a volte anche solo per pochi minuti) nel nostro cammino, certi e forti di questa Parola di Gesù: qualunque cosa, in bene e in male che avremo fatto ai nostri fratelli l’avremo fatta a Lui in Persona (cfr. Mt 25,31-46).

Caro Gesù,
è sempre bello
sentirci chiamare per nome da Te.
È bello sapere che conosci i nostri nomi
e li pronunci con infinito Amore.
Ci fa uscire fuori da quell’anonimato
che tanto ci spaventa
e ci fa rifugiare nei mondi virtuali,
per farci entrare nell’intimità calda, reale
e confortevole della relazione con Te.
È bello sapere che non siamo su questa Terra per caso,
ma siamo tutti frutto di una Tua preghiera,
del Tuo dialogo d’Amore col Padre Tuo.
Siamo tutti un Tuo “pensiero”,
riflessi pallidi, sì, ma non per questo meno veri
dell’affascinante Bellezza Tua e del Padre.
Siamo ognuno di noi una sillaba
del dialogo col Tuo “Abbà”
e tutti insieme facciamo parte
di quell’immenso, caloroso e colorito vocabolario
col quale parli d’Amore e lo mostri all’umanità intera.
È bello sapere che essendo Dio
potresti fare tutto da solo
e invece chi chiami a collaborare al Tuo disegno,
quasi a volerci dire
che da soli non si va da nessuna parte
e che la vera, unica dirompente forza
della nostra umanità fragile è la forza dell’Amore,
della comunione con Te e fra di noi.
Non stancarti mai, Gesù, di pronunciare i nostri nomi
e nell’eco di questa chiamata
ci sentiremo finalmente amati e custoditi
nel posto più sicuro del mondo:
il dialogo fra Te e il Padre Tuo… e nostro!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

Orari

Sante Messe Domenicali

8.30
10.30
18.00


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La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
(Lunedì ore 7.00)
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.30 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario

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