5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

3 Agosto 2023 - Giovedì

3 Agosto 2023 - Giovedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - 13,44-46 -

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Gesù continua a parlarci del Regno in parabole. Sentiamo rivolta a noi oggi questa domanda: «Avete compreso tutte queste cose?». La cosa da comprendere innanzitutto è che Dio è Amore! Qualsiasi discorso su di Lui o pensiero o catechesi o predica che non partisse da questo punto fondamentale ci porterebbe sicuramente fuori strada. L’immagine della «rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci» lascia intravedere l’incomprensibile generosità di Dio verso l’Umanità.
La Storia non è nelle mani del caso o del destino o, peggio ancora, del Male. La Storia è nelle mani di Dio che la guida secondo la Sua Provvidenza e il Suo disegno di amore e di salvezza per tutti! C’è un particolare interessante: la separazione dei pesci buoni da quelli cattivi non viene fatta durante il tempo terreno né dagli uomini, ma dagli angeli alla fine dei tempi. Questo vuol dire che a volte dovremo anche imparare a vivere dentro situazioni negative che ci faranno soffrire. Noi vorremmo che immediatamente Dio ci facesse giustizia dei torti e del male subìto, mentre invece siamo invitati alla pazienza e alla fiducia assoluta nell’Amore di Dio. Questo non vuol dire diventare complici del male, semplicemente significa comprendere che Dio non ci libera “dalla” sofferenza, ma “attraverso” la sofferenza; così come non ci libera “dalla” morte, ma “attraverso” la morte.
Capire questo significa diventare come lo scriba che si fa discepolo del Regno e per questo diventa come «un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Mi colpisce moltissimo questa ultima espressione. Seguire Gesù ed accogliere la logica del Suo Regno ci fa diventare “padroni di casa”. Ma di quale casa parliamo? Del Cuore di Dio! Entrare nell’amore del Figlio per il Padre (questo vuol dire farsi discepoli del Regno) ci fa diventare intimi di Dio, ci introduce nel profondo della relazione tra il Padre e il Figlio e per questo diventiamo “padroni di casa” ossia siamo invitati a vivere un rapporto con Dio come lo vivrebbe un bambino che si fida ciecamente del suo papà e che si comporta con assoluta naturalezza perché sa che amato e che il suo papà darebbe la vita per lui.
San Paolo ci ricorda questa verità quando scrive: «Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio». Sì, siamo veramente “familiari” di Dio e per questo siamo chiamati a vivere la relazione con Lui senza più paura, ma con la confidenza e la fiducia semplice e libera dei bambini. Sarà per questo che Gesù ha detto: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Matteo 18,3). Il Signore desidera ardentemente che acquisiamo questa fiducia per non vivere più da schiavi, ma da figli su questa terra e nel Cuore di Dio!

Caro Gesù,
siamo infinitamente ricchi
e non lo sappiamo
perché non abbiamo capito che il Tuo Cuore
è veramente Casa nostra.
Ci muoviamo ancora con circospezione nei Tuoi confronti.
Anzi, Te la diciamo tutta:
a volte – per non dire spesso – abbiamo quasi paura di Te,
temiamo che Tu sia troppo santo e per questo troppo esigente.
Sì, crediamo in Te, ma pensiamo che Tu sia ancora arrabbiato
per quel Venerdì Santo quando
per paura del Tuo Amore Ti abbiamo crocifisso!
Non abbiamo ancora capito che quel nostro rifiuto
non Ti ha allontanato da noi,
ma ha dilatato sempre di più il Tuo Cuore
per renderlo ancora più spazioso, per tutti,
e perché tutti potessimo sentirci accolti
nel Tuo “sì” al Padre e nel perdono
che generoso ed immeritato
ci ha restituito la nostra autentica identità di figli di Dio.
Grazie Gesù, perché per Te non siamo schiavi o servi
o “strumenti” della Tua Provvidenza!
No, per Te siamo molto di più:
siamo amici, fratelli, figli
e alla Tua scuola impariamo ogni giorno
ad abitare il Cuore dell’Amore,
senza più paura, senza più diffidenza,
ma con una gioia grande che nasce
dalla certezza che del Cuore del Padre Tuo
hai fatto la nostra Casa.
Grazie perché ci hai resi capaci
di vivere di Amore e per Amore:
il senso della nostra esistenza ormai è compiuto!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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