5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

9 Dicembre 2023 - Sabato

9 Dicembre 2023 - Sabato

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo – 9,35-10,1.6-8

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Così si conclude il Vangelo di oggi: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». La prima esperienza che deve fare il discepolo di ogni tempo è la “gratuità”, ossia la consapevolezza che tutto è dono di Dio! A tal proposito san Paolo ci ricorda: «Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?» (1Corinzi 4,7).
La parola “grazie” è la chiave che apre la porta alla gioia vera, a quella pienezza di gioia che il Signore ci ha promesso: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Giovanni 15,11). La gratitudine dunque deve scorrerci nelle vene e costituire il fondamento della nostra quotidianità. Intanto ci libera dall’atteggiamento antipatico che assumiamo quando pensiamo che tutto ci sia dovuto! Sì, perché la gratitudine evangelica è frutto dell’esperienza che facciamo quotidianamente della compassione di Gesù verso ognuno di noi quando vede le difficoltà del nostro cammino terreno, le stanchezze e le delusioni; quando, come a Cana, si accorge della fragilità delle nostre gioie terrene (cfr. Giovanni 2,1-12).
La nostra gratitudine deve nascere dall’esperienza di un Dio che si prende cura di noi perfino nelle piccole cose quotidiane attraverso la Provvidenza che si fa volto di persone che incontriamo, aiuti inaspettati, eventi che il buon Dio crea per farci arrivare il Suo Amore e il Suo aiuto. Sarebbe cosa buona esercitare ogni giorno la nostra memoria nel ricordare tutti i passaggi Dio nella nostra vita fino ad oggi per acquisire ed aumentare la consapevolezza che quel Nome – l’Emmanuele-Dio-con-noi – che ci sarà riconsegnato a Natale, non è uno slogan ad effetto, ma la verità del Suo rapporto verso di noi! Perché una delle leggi fondamentali dell’Amore è essere-con l’amato!
La memoria grata dell’Amore di Dio per la Sua compassione per noi, immeritata e sperimentata mille, e mille volte ancora crea l’urgenza di annunciarlo a tutti. E l’invito a “predicare” non è rivolto solo ai ministri ordinati o ai consacrati, ma a tutti i battezzati. Siamo tutti chiamati – giacché Gesù stesso ha detto che «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!» – ad annunciare al mondo in cui viviamo che Dio è Amore e che questo Amore non è lontano o solo per pochi privilegiati, ma si è fatto “vicino” per tutti! Si è fatto carne nella notte Santa del Natale di duemila anni fa e continua ad essere presente in mezzo a noi come il Vivente, Figlio di Dio e Amico degli uomini.
Ma questa vicinanza Dio vuole esprimerla attraverso ognuno di noi, il nostro impegno, la carità concreta per cui diventiamo Suo sacramento, prolungamento del Suo Amore iniziando proprio dalle nostre famiglie. L’annuncio che il Regno è vicino non deve restare solo un grido al vento, piuttosto gelido ed indifferente a Dio della nostra generazione distratta, ma deve tradursi in un impegno concreto, fatto di piccoli gesti che esprimano il nostro “prendersi cura” degli altri.
E non c’è alcun bisogno di andare nei paesi lontani: dobbiamo iniziare dalle nostre famiglie, dai nostri condomini, dagli ambienti che frequentiamo ordinariamente. È vero, incontreremo situazioni limite dove il nostro “esserci per qualcuno” non risolverà le situazioni di sofferenza e di dolore. Però dire che il Regno è vicino significa proprio far sapere a chi incontriamo che non si è soli e se è vero che alcune malattie/situazioni sono inguaribili, è anche vero che non esiste nulla che non sia “curabile” nel senso di prenderci fraternamente cura di chi soffre.
In fondo Gesù sulla Croce non ha liberato il ladrone dalla sua croce, ma lo ha curato e portato in Paradiso col Suo Amore. Dunque l’invito per tutti oggi è quello di essere grati per l’Amore di Dio e di fare di questa gratitudine la benzina per il motore della nostra carità fraterna. Questa attitudine coltivata ci renderà persone “eucaristiche” ossia persone capaci di trasformare la vita in una grande, quotidiana Eucaristia che significa letteralmente “rendimento di grazie a Dio”.

Caro Gesù,
grazie perché ci fai comprendere
che la gratuità e la gratitudine
sono medicine potenti
contro la malattia del “dare tutto per scontato”,
o del pensare che “tutto ci sia dovuto”.
Malattie che provocano o il non apprezzamento
di ciò che ci viene donato,
a volte con tanto sacrificio
da parte di chi dona,
o la delusione per ciò che non riceviamo!
Ti chiediamo con tutto il cuore
di farci fare esperienza della Tua compassione,
di farci sentire quanto siamo amati senza alcun merito
solo perché siamo figli così preziosi ai Tuoi occhi
da portarTi a morire per noi sulla Croce!
Aiutaci ad essere testimoni
credenti e credibili del Tuo Amore,
perché i nostri gesti semplici, ma pieni di carità
facciano sentire al mondo la Tua presenza.
Aiutaci a prenderci cura di chiunque incontriamo
e se non possiamo risolvere i loro problemi
fa’ che possiamo farci loro compagni di viaggio
per sconfiggere il male più grande
della malattia e della morte stessa
che è l’indifferenza e la solitudine.
E in un mondo come il nostro supertecnologico,
ma senza più punti di riferimento,
aiutaci a riconoscerTi come il nostro Pastore,
Buono e Bello, che parla alla nostra vita,
che parla della nostra vita al Padre!
E scopriremo che non esiste il “caso”,
ma un progetto d’Amore per ognuno di noi.
E un nuovo calore riscalderà e guarirà
i nostri cuori feriti e affamati di Amore!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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