5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

9 Ottobre 2023 - Lunedì

9 Ottobre 2023 - Lunedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Davvero dobbiamo “fare” qualcosa per ereditare la vita eterna? Facciamo parte anche noi della schiera di coloro che credono che essere cristiani significhi “fare tante cose” per Dio? La domanda del dottore della Legge del Vangelo di oggi è davvero inutile e rivela la non conoscenza di Dio da parte di quel teologo, quel professionista del sacro.
Se Dio fosse un estraneo allora sarebbe logico cercare di fare qualsiasi cosa per farsi aggiungere nel testamento. Ma se Dio è mio Padre, cosa mi è richiesto per ereditare? Assolutamente nulla! Soltanto riconoscere il mio status di figlio! Gesù oggi prova a farci fare un passaggio importante per la nostra crescita spirituale: dal fare all’essere; dal conquistare all’accogliere il dono gratuito! E attraverso la parabola descrive qual è l’identikit del “figlio di Dio”: ogni uomo compassionevole. Attenti: non dice ogni uomo perfetto, virtuoso, santo, irreprensibile… Ogni uomo che prova compassione per i suoi fratelli/sorelle in umanità è un vero figlio di Dio!
Ecco allora i verbi che accompagnano la descrizione del vero figlio: «vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”». Tutti verbi che ci dicono che non si ama a parole, ma con i fatti e nella verità. Verbi che ci dicono che amare come ama Gesù significa fare spazio nei nostri cuori a volte un po’ induriti alla compassione, sentimento squisitamente materno. Vuol dire “generare con la carità ad una vita nuova” qualcuno che sta morendo per solitudine, indifferenza, paura, angoscia…
Sì è proprio vero che qualsiasi questione religiosa, fosse anche la più importante come quella relativa alla Vita eterna, deve fondarsi e motivarsi a partire dall’amore. Mancando questo punto di partenza perdiamo di vista la vera identità di Dio (Dio è Amore) e finiamo per costruirci immagini false e deformate di Lui! Ma se noi avremo un'immagine falsa di Dio anche la nostra identità risulterà essere una caricatura, perché siamo chiamati a specchiarci in Lui per capire chi siamo noi!
Allora l’identità che ci racconta tutta la verità di chi siamo noi è: la figliolanza, essere figli di Dio! E in questa figliolanza scopriamo un’altra caratteristica straordinariamente bella: essere prossimi di tutti! Gesù ribalta completamente la prospettiva del dottore della Legge che cercava di trovare nei limiti della categoria del prossimo l’alibi per evitare di sentirsi chiamato ed impegnato ad amare proprio tutti. Il problema – dice Gesù – non è più di definire chi è il prossimo, ma se io mi faccio “prossimo” di tutti, se io interpreto la mia vita come un dono che Dio ha fatto non solo a me creandomi, ma anche a tutte le persone che incontro per fare sentire loro la Sua presenza misericordiosa e provvidente.

Caro Gesù,
oggi abbiamo
una preghiera urgente da rivolgerTi.
Sentiamo il desiderio ardente
di essere anche noi dei “buoni samaritani”.
Sì, perché sentiamo che questa figura
è lo specchio della vera identità
di ogni essere umano.
Perché è capace di vedere i bisogni degli altri
e non si gira dall’altra parte per indifferenza.
Perché non solo “vede”, ma si fa carico
della sofferenza di uno sconosciuto.
E non solo perché ci mette i soldi,
ma soprattutto perché ci mette il cuore!
E continua a prendersi cura dell’altro
anche al suo ritorno.
Perché non si ama a tempo determinato,
a singhiozzo, con l’orologio in mano,
ma fino alla fine, sino a raggiungere il fine
che è amare come ami Tu!
Sì, perché “prendersi cura” è il modo più bello
per dire a qualcuno: Ti amo col Cuore di Dio!
Non diventando angeli, ma vivendo da uomini
dal cuore compassionevole, come il Tuo!
E non avremo più bisogno di preoccuparci
della Vita eterna, perché in ogni piccolo atto di amore
si dischiudono per noi gli orizzonti infiniti dell’Eternità,
perché Tu sei lì, nel sofferente e nell’atto d’amore offerto.
E ci sentiremo felici! Perché amare con-passione
è la verità della nostra vita!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

Orari

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8.30
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La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
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