5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

4 Luglio 2023 - Martedì

4 Luglio 2023 - Martedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo – 8,23-27 –

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Gesù sale sulla barca e i discepoli lo seguono. È innanzitutto questa la nostra vocazione: seguire Gesù! E questo non comporta avere tutto chiaro, quasi una mappa o un navigatore satellitare che ci dice momento per momento cosa dobbiamo fare. A volte forse pensiamo che seguire Gesù ci metterà al riparo da momenti difficili, dalle prove, dai deserti e dal buio. Ma non è così! La cosa fondamentale non è sapere dove stiamo andando, ma avere la certezza nella fede che Lui è sempre con noi! Che sale sempre sulla nostra barca. E la nostra vita ha conosciuto o forse proprio in questo momento sta facendo esperienza del “mare agitato” ossia di momenti in cui tutta la nostra abilità sembra non bastare per non affogare nel mare infido della disperazione, dello scoraggiamento, delle paure. E fra l’altro abbiamo anche la sensazione che Lui dorma, applicando alla nostra vita il senso che ci ha abbandonati o che non si prende cura di noi!
Ma a questa sensazione di un Gesù dormiente (ossia indifferente alle nostre tribolazioni risponde il Salmista: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d'Israele» (Salmo 121,4). Dinanzi a questa sensazione di assenza di Dio nella nostra vita segue il grido: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Chissà quante volte ci siamo rivolti così al Cielo perché le paure hanno preso il sopravvento, abbiamo perso la lucidità, ci è sembrato di non venirne più fuori da certe situazioni drammatiche. In fondo questa preghiera così forte in tutta la sua semplicità esprime anche una grande verità: senza Gesù siamo perduti! Lo dice Lui stesso ai discepoli nel Cenacolo: «Senza di me non potete far nulla» (Giovanni 15,5). Ed è verissimo: se le nostre azioni non hanno da Lui inizio e non conducono ad una vita di autentica carità faremo sempre una fatica maggiore nel sentirci liberi e proveremo sempre una sorda sensazione di impotenza rispetto a tutto ciò che ci accade perché crediamo che il buon Dio dorma!
Tuttavia Gesù, da vero Medico e Medicina individua la radice delle paure che ci paralizzano: la mancanza di fede: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Quelle paure nel cuore che ci impediscono di lanciarci nella vita e anche di “rischiare” hanno una radice ben precisa: la mancanza di fede. Questo non perché la fede mi rende forte ed imbattibile, ma perché essa in realtà è un consegnarsi al Signore che tutto può, tutto sa e su tutto provvede. La vera fede non consiste nell’affermare l’esistenza di Dio, ma nel testimoniare che Dio c’è e c’è anche per me e per te! C’è, e c’è in modo concreto, attraverso la Provvidenza o degli incontri che noi diciamo “casuali”, mentre pian piano scopriamo che essi non sono frutto di coincidenze, ma di “Dio-incidenze”! La nostra vita è saldamente nelle Sue mani. E se è fisiologico avere paura, diventa mancanza di fede farsi paralizzare dalle paure, accettare passivamente gli eventi senza considerare che siamo figli del Dio/Impossibile! Al cospetto delle nostre paure inconsce della morte e del morire che spesso condizionano tutta la nostra vita si pone maestoso il Signore, il Risorto che manda a noi lo Spirito Santo perché ci convinca che siamo preziosi agli occhi di Dio e che la nostra vita per Lui è talmente importante che ha sacrificato il Figlio per noi.

Caro Gesù,
quante volte ci siamo sentiti marinai esperti.
capaci di condurre la nostra vita senza il Tuo aiuto,
ma confidando solamente in noi stessi!
E perché dovremmo fidarci di Te?
In fondo Tu sei stato solo un falegname,
cosa vuoi insegnare a noi che conosciamo bene
l’arte del navigare nella vita!
Ma poi abbiamo cominciato ad imbarcare acqua
e tutta la nostra perizia e presunzione di farcela da soli
ha lasciato il posto ad un grido
che come naufraghi impauriti rivolgiamo a Te
dal profondo del nostro cuore:
«Salvaci, Signore, siamo perduti!».
E abbiamo scoperto che la Croce
non è più dispensatrice di dolore e morte,
ma con Te è diventata l’Albero maestro
sul quale issare le vele della nostra vita;
il Timone che guida sempre verso la rotta più tranquilla;
il Legno sicuro al quale aggrapparci nei nostri naufragi;
la Prua che fende con determinazione le acque insidiose della vita
per condurci al Porto sicuro della Salvezza.
Allora non importa più quali mari dovremo navigare.
L’unica cosa che conta è che Tu sia sempre con noi.
E ogni tempesta sarà placata
dalla potenza della Tua Parola
e dalla forza del Tuo Amore.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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