5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

9 Febbraio 2024 - Venerdì

9 Febbraio 2024 - Venerdì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Marco – Mc 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Gesù guarisce un sordomuto. È uno dei segni profetizzati nell’Antico Testamento che avrebbero accompagnato e accreditato la missione di colui che sarebbe stato il Messia atteso: «Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa» (Isaia 35,5-6).
È una guarigione che non tocca solo l’aspetto “fisico” del malato. L’uomo infatti, creato ad immagine e somiglianza di Dio, è essenzialmente “relazione”, ossia realizza sé stesso solo nella relazione con gli altri. L’Autore sacro esprime infatti la “preoccupazione” del Creatore: «Non è bene che l'uomo sia solo» (Genesi 2,18). Allora appare chiaro come la sordità e il mutismo andassero a ferire alla radice la capacità relazionale di quell’uomo che non è solo segnato da disabilità gravi: la sua vera “disabilità”, causa di sofferenze profonde, è l’essere isolato, il non potere comunicare con nessuno.
Appare chiaro dunque che quest’uomo è il simbolo dell’umanità che non ascolta più la Parola di Dio e non parla più la “lingua” di Dio che è l’Amore. Mi stupisce il fatto che il progresso ha messo a nostra disposizione tecnologie capaci di farci comunicare con gli altri in tutti i modi possibili ed immaginabili eppure cresce a dismisura il senso di solitudine! “Comunicare” non è sempre l’inizio della “comunione” anche se le radici delle parole sono le stesse. Siamo così abituati alle relazioni virtuali che se ci troviamo di fronte a qualcuno facciamo fatica a comunicare, magari gli mandiamo un messaggio pur essendo a pochi centimetri di distanza (scena vista in una pizzeria…).
Stiamo diventando “sordi” perché bombardati da notizie spaventose e a volte preferiamo isolarci per non soffrire. Abbiamo disimparato il linguaggio di Dio perché il modo di parlare di oggi è diventato sempre più aggressivo e volgare (vedi per esempio i tanti talk show nei quali ci si confronta a volte su temi anche importanti a suon di grida e di parolacce…). E così nasce la tentazione di isolarsi, di tagliare i ponti col mondo esterno per vivere nel nostro orticello, di disinteressarsi di quello che succede per difendersi dal dolore… E pian piano diventiamo anche noi sordo-muti!
Sono bellissimi i gesti che compie Gesù: «gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua». Sono i gesti di un Dio vicino, di un Dio-con l’uomo e dalla parte della sofferenza dell’Uomo. Di un Dio che non ha “paura” di toccare le nostre infermità e di raggiungerci attraverso i Suoi sacramenti, segni visibili della grazia che riversa su di noi.
Cosa dobbiamo fare per guarire e tornare a vivere le relazioni come veri figli di Dio? Ascoltare la Sua Parola che guarisce le nostre sordità e ci libera dalla tentazione dell’isolamento! E accogliendo la Sua Parola pian piano anche noi diventeremo delle “parole di Dio”, ossia il buon Dio si servirà di noi per amare, per raggiungere gli altri, per aiutare i fratelli e le sorelle che sono bloccati nelle sabbie mobili dell’isolamento e dello scoraggiamento ad uscirne fuori. Grazie a relazioni “reali” e non solo “virtuali”. E le nostre relazioni torneranno ad essere libere e liberanti. Per noi e per gli altri.

Caro Gesù,
se oggi
Ti facessi un giro sulla Terra,
ci troveresti tutti col cellulare in mano
e Ti verrebbe di pensare:
“Guarda come hanno imparato
a comunicare i miei amici”!
E invece sai benissimo
che nonostante le apparenze
(che ingannano gli uomini, ma non Te)
questa umanità assomiglia tanto
al sordomuto del Vangelo di oggi.
Abbiamo tanto desiderio di comunicare,
ma facciamo fatica a creare comunione.
Vorremmo tanto sentire
oltre i rumori e i venti di guerra
parole di incoraggiamento e di speranza,
ma non ne sentiamo più.
Qui sulla Terra vince chi grida di più!
E le parole sono diventate
taglienti come pietre
e ci è passata la voglia di ascoltare.
Fa’ che la Tua Parola
ardente come il fuoco
e delicata come la brezza del mattino
vinca la nostra sordità,
la nostra paura di “sentire”
l’Amore che ci chiama per nome,
per inviarci nel mondo ad amare come ami Tu.
Fa’ che la Tua Parola sia per noi
la Fonte di un linguaggio nuovo,
di parole che guariscono
perché partorite nel silenzio del cuore,
che costruiscono e non distruggono,
di parole che non feriscono più
perché nate nel silenzio di un’anima
che ha bisogno solo di amare e di essere amata.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

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