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Cenere e sabbia per rinascere

Cenere e sabbia per rinascere

La cenere. Frutto di un fuoco ardente che consuma le scorie, sciogliendole in luce e calore. La sabbia. Immensa distesa di innumerevoli granelli dalle dimensioni quasi impercettibili. Il deserto. Luogo inospitale e benedetto. Luogo di verità e libertà. Luogo del fidanzamento tra Dio e il suo popolo (cfr. Os 2,17). Luogo della vittoria dell’Uomo-Dio sulle potenze del male (cfr. Mt 4,10-11). Tra il Mercoledì delle Ceneri e la prima domenica di Quaresima, abbiamo vissuto giorni di grazia alla Cittadella. Primi passi di un cammino nuovo. Di profonda rigenerazione. Di rinascita spirituale.

“Non di solo pane vive l’uomo”, ricorda Gesù al tentatore (cfr. Mt 4,4). E lo ricorda anche a noi, schiavi di una civiltà consumista ed edonista, che sembra non poter fare a meno dei beni materiali. È allora al Pane eucaristico che abbiamo rivolto i nostri sguardi nel primo giorno di cammino nel deserto. L’unico Pane capace di saziare la vera fame che ci divora. Fame di amore. Fame di salvezza. Fame di eternità. Una splendida giornata eucaristica, che la nostra Fraternità vive da anni nel Mercoledì delle Ceneri. E che quest’anno, per la prima volta, è stata aperta agli amici laici. Sorprendente la generosità della risposta: sin dalle prime ore del mattino numerosi pellegrini si sono alternati, come sentinelle attente e fedeli, per rimanere in compagnia di Gesù Eucarestia, solennemente esposto nella nostra cappella. Ogni ora di adorazione è stata animata da Fratelli e Sorelle con canti e preghiere. Ponendo sempre al centro la Parola di Dio.

Alle 17.30, appuntamento con san Giuseppe, nel Terzo Mercoledì a lui dedicato. Quale compagno di viaggio migliore per il nostro itinerario quaresimale? Lui, esperto di rinuncia alla propria volontà. Esperto di lunghe e faticose traversate per mettere in salvo “il Bambino e sua madre” (Mt 2,14). Esperto di povertà evangelica nella casa di Nazareth, tra il duro lavoro e la custodia della famiglia. Dopo il Rosario ha avuto inizio la solenne celebrazione. Verità, libertà e fecondità: ecco le tre perle che ci consegna il segno eloquente delle ceneri. «Le ceneri ci riportano alla verità di noi stessi», ha osservato p. Francesco. «ci ricordano che siamo creature, fragili, completamente dipendenti da Dio». Ma le ceneri ci riportano anche al bucato delle nostre nonne: segno di purificazione, quindi di liberazione dalle scorie del peccato. Infine, «la cenere veniva usata come fertilizzante per il terreno. È quindi segno di nuova vita, di resurrezione. Un vero e proprio segno pasquale». Per concludere con il “nostro” s. Francesco da Paola, che di penitenza era un esperto: «La penitenza non ci umilia, anzi ci eleva e ci rende liberi».

Dal Pane eucaristico a coloro che di questo Pane sono custodi e ministri: i sacerdoti. La gratitudine per il dono inestimabile del sacerdozio ha pervaso la giornata di giovedì 15 febbraio. Quasi anticipando la commemorazione del Giovedì Santo. Una trentina di sacerdoti della nostra diocesi – dalla vicaria di Melito Porto Salvo a quella di Villa San Giovanni – hanno allietato con la loro presenza la nostra comunità. Vivendo una giornata di ritiro nella Città di Colei che è Madre di ogni sacerdote. È stato p. Santo Donato a tenere la meditazione, incentrata sulla figura di s. Pietro come modello sacerdotale. Nelle varie fasi della sua vita: dal rinnegamento (cfr. Lc 22,54-62) alla professione di fede e di amore sulle rive del lago di Tiberiade (cfr. Gv 21,15-17). La lunga esperienza di p. Santo, unita al suo amore appassionato per il sacerdozio, hanno dato forma ad una catechesi vigorosa, densa di entusiasmo, che a partire dalla Parola di Dio ha attinto a piene mani dal ricco patrimonio di santità della Chiesa. Santità: è stata proprio questa la parola chiave che don Francesco Megale, vicario episcopale, dopo la gioiosa condivisione del pranzo con la Fraternità, ci ha consegnato come risonanza nel ringraziamento conclusivo.

E ancora l’Eucarestia è stata al centro della Lectio Mariae di sabato 17 febbraio, che ha visto una straordinaria partecipazione di fedeli, tra cui i laici consacrati e i novizi dei Pellegrini dell’Immacolata. Originali e suggestive le immagini tratte da alcuni antichi riti orientali, che esaltano Maria come Donna eucaristica: «Rallegrati, Tavola d’oro su cui matura lo squisito Mistero! Tu sei la Patena d’oro che trasporta il Pane sacrificale. Tu sei il Calice d’oro del vino misterioso, aromatizzato di Spirito Santo. Tu sei il Turibolo d’oro che contiene il carbone ardente della divinità di Cristo». E ancora, in tempi più recenti, padre Frederick William Faber, anglicano convertito al cattolicesimo, così descrive il misterioso legame tra la Vergine Santa e l’Eucarestia: «Maria è lo spazio spirituale, il santuario in cui siamo trasformati per comprendere più profondamente il mistero della s. Messa».

Con la prima Domenica di Quaresima siamo entrati nel vivo del deserto insieme a Gesù (cfr. Mc 1,12-15). Scontrandoci col mistero del male e della tentazione. P. Santo Donato ha colto l’occasione per offrire una ricca catechesi sull’esistenza del demonio. Prendendo le distanze sia da posizioni massimaliste, che assolutizzano la presenza del maligno nel mondo, sia dal minimalismo che vorrebbe fare di satana una figura puramente simbolica. Solo restando saldamente ancorati al Magistero della Chiesa si può affrontare con equilibrio questa tematica. Il demonio ordinariamente opera attraverso la tentazione, definita come «un’azione finalizzata a farci cadere nel peccato». E la prima “porta” della tentazione sono i pensieri negativi, che spesso diventano martellanti. «Per spezzare questa spirale è necessario invocare con fiducia l’intervento del Signore, orientando la nostra volontà a resistere al male». Infatti il tentatore «ti colpisce con le armi che tu stesso gli fornisci, in base alle tue debolezze». Ecco perché una buona conoscenza di sé è un ottimo antidoto all’azione diabolica. Anche p. Francesco ha parlato della tentazione, definendola come inganno diabolico. Infatti il maligno ci attira presentandoci non esplicitamente un male, ma un falso bene. Ci ha poi proposto i consigli di alcuni santi per vivere bene il combattimento quaresimale.

Tra i fedeli che hanno varcato i cancelli della Cittadella, i cresimandi della parrocchia san Nicola di Anoia (RC), accompagnati dal parroco don Giuseppe Calimera, che hanno vissuto una giornata di ritiro e fraternità. Continuiamo a camminare nel deserto. Senza paura. Ma con la certezza che il Signore cammina con noi (cfr. Dt 20,4) e non ci farà mancare la sua grazia. Anzi, in questo tempo forte di conversione, ci sorprenderà con doni speciali. Apriamo il cuore con fiducia, e arriveremo a Pasqua come persone nuove.

Orari

Sante Messe Domenicali

8.30
10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
(Lunedì ore 7.00)
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.30 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario

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