Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!
Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Come sempre ripetiamo, appoggiandoci sull’autorità dell’Apostolo Giovanni: «Dio è Amore» (1Giovanni 4,8). È la definizione più bella, più semplice, più efficace che ci introduce nel mistero di Dio! E se è Amore allora ha un Cuore. Ecco che Gesù, come Figlio è il Cuore del Padre: così dicono sempre i genitori rispetto ai propri figli o l’amato all’amata: tu sei il mio cuore! E il Padre ha consegnato il Suo Cuore al mondo perché il mondo fosse salvato per mezzo Suo: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,16). È veramente impressionante pensare al mistero dell’Amore della Trinità per noi: il Padre è l’eterno Amante, il Figlio è l’eterno Amato, lo Spirito è l’eterno Amore. Sulla terra questo Amore infinito si è manifestato attraverso il Cuore di Gesù che è veramente nato, veramente morto, veramente risorto per amore nostro! Gesù stesso, donandoci la partecipazione alla Sua stessa vita, ci invita ad assumere due atteggiamenti: la mitezza e l’umiltà. Cos’è la mitezza? Gesù stesso l’aveva annunciata come beatitudine nel Discorso della Montagna: «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Matteo 5,5). La radice latina della parola mitis rimanda a qualcosa di tenero, maturo, dolce. Connota un tipo di calma e dolcezza che passa spesso per debolezza, arrendevolezza: classica l’espressione “mite come un agnellino”. Ma tornando all’etimo vediamo che in realtà indica un punto esattissimo di equilibrio, l’istante di perfezione del frutto, dolce, né acerbo né molle, così come parla di un clima ponderato, che non si scatena in alluvioni o siccità, in gelate e arsure, che tiene bilanciate potenze pesantissime, immani e titaniche fra le gentili rugiade mattutine e le sere profumate e tiepide. Si capisce subito allora che il mite è tutt’altro che una persona debole. E il termine riferito al cristiano fa capire che è una persona che ha fatto su di sé un grande lavoro, aiutato dalla grazia, per raggiungere questo equilibrio profondo, la capacità di sapersi dominare che è uno dei frutti dello Spirito Santo (cfr. Galati 5,22). Riferito al Cuore di Gesù lascia intendere che il mite è colui che rifiuta qualsiasi forma di violenza: Gesù Mite è la Verità che non uccide nessuno per affermarsi, ma che piuttosto si lascia uccidere perché gli altri possano convertirsi vedendo la forza dell’Amore consegnarsi e accettare la sconfitta momentanea per vincere la battaglia definitiva contro le forze del Male. Molto bella questa definizione di mitezza del filosofo Norberto Bobbio, che si addice perfettamente all’esperienza umana di Gesù: «Il mite è l'uomo di cui l’altro ha bisogno per vincere il male dentro di sé». Infatti la mitezza rimanda spesso all’immagine dell’agnellino che porta in sé due significati profondamente religiosi: la purezza e il sacrificio! E che ritroviamo entrambi nella vita e nella Pasqua del Figlio di Dio! Un cuore mite, alla Sua scuola, dunque è un cuore che non entra in competizione con gli altri, mantenendosi così libero dalla cupidigia e dalla sete di possesso. È un cuore che rifiuta qualsiasi forma di puntigliosità che fomentano le liti anche per un nonnulla. È un cuore paziente e misericordioso, cioè capace di accogliere la miseria dell’altro senza giudicarlo. L’altra caratteristica del Suo Cuore è l’umiltà che è esattamente l’opposto dell’orgoglio, dell’arroganza e della vanità. L’orgoglio è l’atteggiamento dell’Uomo “davanti” a Dio! L’umiltà è l’atteggiamento dell’Uomo “in” Dio, dell’Uomo che accetta la vita come dono e, per questo, impara a ringraziare per ogni cosa; mentre invece l’orgoglioso si sente artefice di tutto, anche di sé stesso. Alla scuola di Gesù essere umili significa fondamentalmente una cosa sola: vivere al modo dei figli che, come Lui, cercano solo due cose: la volontà del Padre e fare della propria vita un dono di amore. L’umiltà allora sarà il frutto di una lotta incessante contro il nostro “io” che tende sempre ad espandersi per occupare ogni spazio e pretende di essere servito e riverito continuamente. L’umile pertanto sarà colui che saprà mettere da parte le proprie idee per far posto alla volontà del Padre e passerà dal desiderio di essere servito al desiderio di servire gli altri solo per amore!
Caro Gesù,
oggi siamo tutti
molto attenti alla linea,
o per salute o per motivi estetici.
Ma non ci accorgiamo
che c’è un’altra obesità
pericolosa e mortale:
quella del nostro “IO”
che cerca di affermarsi
in tutti i modi!
E noi lo nutriamo ogni giorno
con l’orgoglio, la superbia,
la vanità, la presunzione di essere migliori
e più meritevoli degli altri.
Così, nello stagno del mondo,
vediamo riflessa
un’immagine di noi stessi
che assomiglia sempre più tragicamente
ad una caricatura.
E mentre ci sforziamo sempre più
di gridare “IO”
più forte degli altri,
in realtà non sappiamo più
né chi siamo,
né cosa vogliamo davvero.
Ma stamattina vieni incontro a noi
come Medico e Medicina
e ci offri il Tuo Cuore
come specchio tersissimo
nel quale immergere
i nostri sguardi smarriti
per ritrovare finalmente
la vera immagine di noi stessi.
Sì, perché infrangi gli specchi deformati
e deformanti dell’arroganza
con i Tuoi belati dolcissimi
di mitissimo Agnello.
E fai volare via,
con la brezza leggera
della Tua umiltà,
le maschere tragicomiche
che abbiamo indossato
per paura di scoprirci
fragili e vulnerabili.
E all’improvviso ci sentiamo ristorati
dal giogo del Tuo Amore
che è infinitamente
più dolce e leggero
delle pesantissime croci
che noi stessi ci siamo costruiti.
Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

