5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

27 Marzo 2026 - Venerdì

27 Marzo 2026 - Venerdì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Non sono bastati i miracoli, le ‘opere’ di cui parla oggi Gesù, a convincere i Giudei del tempo che Lui fosse veramente il Messia, l’inviato del Padre. È più facile immaginarsi un cammino che da uomini ci fa diventare dèi, piuttosto che credere che Dio si è fatto uomo. Nel primo caso, la divinità ci gratifica facendoci passare da una condizione inferiore (l’umanità) ad una superiore (la divinità). Conviene di più pertanto pensare ad un cammino glorioso che la divinità compie per farci accedere ad una vita superiore. Il contrario, invece, ci scandalizza. Facciamo fatica a pensare ad un Dio ‘debole’, che si fa come noi e che, come noi, soffre la fame, la sete, il sonno, la stanchezza, perfino la paura e l’angoscia di fronte alla morte. Avremmo preferito che Gesù sgominasse i Suoi avversari a colpi di miracoli (eppure li ha fatti e pare non siano bastati...). Avremmo voluto che dimostrasse la Sua divinità annichilendo i Suoi oppositori e che alla fine, fosse sceso davvero dalla Croce mostrando i muscoli della Sua onnipotenza. Un ‘dio’ così ci farebbe molto comodo, perché ci aiuterebbe contro i nostri nemici, ci farebbe vincere tutte le cause, ci darebbe sempre ragione. Diciamoci la verità: ci scandalizza un Dio incarnato che parla di amore e di perdono per i nemici, che ci chiede di benedire chi ci maledice e di fare del bene a coloro che ci odiano. Non parliamo poi del ‘porgere l’altra guancia’ o del pregare per i nostri persecutori… No, davvero, un Dio così, non lo capiamo. E ci scandalizziamo delle croci: Sua e nostre! In questi giorni, più volte il Vangelo si conclude con il tentativo di arrestare Gesù o di lapidarlo, ma Lui si nasconde e si sottrae al linciaggio. Giusto per farci capire che il Suo arresto non è stato un incidente di percorso, ma è Lui che si è voluto consegnare quando la Sua Ora era giunta. Ossia la Sua morte non è il segno che la violenza e l’odio hanno vinto, anche se per poco, su di Lui. È il segno, piuttosto, della consegna e dell’offerta libera e amante che ha fatto di sé stesso per amore nostro. E allora cosa vuol dire che noi crediamo? In cosa crediamo, alla luce della Pasqua? Nell’Amore che Dio ha per noi! Sì, i Santi sono coloro che hanno creduto all’Amore e lo hanno seguito in tutta la loro vita. E anche noi chiediamo questa grazia per questa Pasqua: credere all’Amore, imparare a fidarci dell’Amore anche quando ci guida per vie che non conosciamo.

Caro Gesù,
dobbiamo riconoscere
che abbiamo paura di Te!
Il Tuo Amore ci spaventa
Perché è quello vero, che impegna,
quello che chiede responsabilità,
che è fedele alle parole date,
quello che ci chiede
di morire a noi stessi,
per far nascere gli altri,
per rinascere negli altri.
Tu parli e compi opere d’amore,
ieri, oggi e sempre,
e ieri oggi e sempre
l’umanità Ti risponde
con l’indifferenza,
la bestemmia, l’incredulità.
Ti chiediamo una grazia,
ormai alla vigilia
della Settimana Santa:
fa’ che i nostri cuori,
duri a volte come le pietre
che volevamo lanciarTi,
si sciolgano dinanzi al Tuo sacrificio,
accolgano le Tue Parole
dette dalla Croce;
si sentano trafitti dalla Bellezza
che muore per noi.
Aiutaci a fissare
lo sguardo del cuore
sulla Tua Croce,
fino a sentirci bruciare
gli occhi dell’anima.
E queste lacrime siano
quel collirio benedetto
che scioglie le cateratte
della nostra incredulità
per farci vedere finalmente
quanto davvero ci ami!
E sarà una vera Pasqua.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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