5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

7 Luglio 2023 - Venerdì

7 Luglio 2023 - Venerdì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 9,9-13 -

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Oggi leggiamo della guarigione di un paralitico. Eppure se stiamo attenti c’è molto di più di un’azione taumaturgica di Gesù poiché essa avviene come conseguenza del perdono dei peccati “provocato” a sua volta dalla fede degli amici del paralitico.
Gesù vede Matteo seduto al banco delle imposte, intento nel suo lavoro “sporco” di esattore di tasse e lo chiama alla Sua sequela: «Seguimi»! Viene subito in mente una riflessione semplicissima: il modo di “guardare” di Gesù è radicalmente diverso dal nostro, perché noi guardiamo l’apparenza, Lui “vede” col Cuore e nel cuore. Il principio di ogni pensiero, azione, gesto, insegnamento di Gesù è stato, è e sarà sempre e solo l’Amore per gli uomini. Laddove tutti vedevano un uomo disprezzato ed emarginato a motivo della sua classificazione sociale – un “pubblicano” – Gesù vede già un Apostolo ed Evangelista.
Davvero i Vangeli sono Parola di Dio autentica perché se fossero racconti inventati dagli uomini a nessuno sarebbe mai venuto in mente di scrivere che un futuro Evangelista era stato in passato un esattore delle tasse iniquo! Questa è una delle “prove” dell’autenticità dei Vangeli! Matteo prontamente lo segue e la conseguenza è la festa e la gioia che nasce da questa conversione. Una festa “strana” agli occhi dei Giudei perché animata da pubblicani e peccatori! Che strani commensali alla tavola del Signore! E giustamente chi poteva invitare il nostro Matteo se non gente che come lui conosceva il disprezzo e l’emarginazione non tanto sociale, quanto anche religiosa da parte dei farisei, i “professionisti” e grandi conoscitori della Legge. Ma erano così sicuri di conoscere fino in fondo la Legge? Perché Gesù ci rimanda (a loro e… noi) a scuola, perché abbiamo ancora tante cose da imparare nonostante conosciamo a memoria le preghiere e la professione di fede. Guai a noi se non ci sentiamo continuamente discepoli e ci illudiamo piuttosto di avere capito tutto di Dio! Ed ecco l’insegnamento di Gesù per noi oggi: «Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”».
Che strano… Noi siamo anche molto bravi nelle penitenze e nei digiuni o nell’osservanza di tanti precetti ecclesiastici; e ad osservare il comandamento di santificare le feste… Ma quanta fatica facciamo ad essere misericordiosi. Quanta fatica nel perdonare i fratelli e nel rinnovare fiducia con chi ha sbagliato con noi (ferma restando sempre l’importanza della prudenza). Siamo bravi anche a non mangiare carne il venerdì, ma poi “sbraniamo le carni” dei fratelli con i nostri giudizi taglienti e inappellabili! Ecco il grido accorato del Signore: “Misericordia io voglio e non sacrifici”! Gesù ribadisce che il cuore di ogni legge religiosa deve l’amore di Dio per noi e tra di noi, altrimenti sarà facilissimo cadere nell’integralismo religioso che tutto è tranne che espressione della nostra fede e della risposta al “Seguimi” di Gesù!
Il nostro incontro con Gesù diventa poi condivisione della nuova gioia e del nuovo modo di concepire la vita che Lui ci trasmette. Sì, rimaniamo fragili e deboli e ancora peccatori, ma pian piano la Sua Parola diventa lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino e trasforma il nostro modo di ragionare e di agire. E infine ecco le Parole di Gesù che ci liberano dall’ansia di dovere sempre essere irreprensibili e perfetti davanti a Lui: «Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». E allora davanti a questa stupenda rivelazione mi viene voglia di gridare: Eccomi, Gesù! Se stai cercando i peccatori, eccomi! Sono tra loro Signore! Ed una volta sperimentata la Sua Misericordia, la dolcezza e tenerezza del Suo Amore, seguirLo diventa un’esigenza del cuore, in qualsiasi vocazione. Non abbiamo più paura di essere giudicati, ma rimane solo la gioia di essere “chiamati” da Lui, ogni giorno, non perché siamo bravi e buoni e giusti e virtuosi… No, ci chiama a seguirLo proprio perché siamo peccatori e Lui, solo Lui è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e fa di una massa di peccatori un popolo di figli!

Caro Gesù,
quante volte ci siamo nascosti tra la folla
sperando che il Tuo sguardo passasse oltre.
Sì perché ci siamo sentiti
o ci hanno fatto sentire sbagliati.
O forse perché abbiamo avvertito nel cuore
il peso del peccato e il Maligno ci ha detto:
“Hai sbagliato, Lui non ti vuole,
non ti ama più, lo hai deluso troppe volte,
non vale la pena seguirLo!”.
Quanta fatica abbiamo fatto nel tentativo
di costruirci immagini belle e virtuose di noi stessi,
pronte a sfoggiarle dinanzi a Te
per “conquistare” la Tua Amicizia,
ma stiamo ancora aspettando, un po’ delusi,
il Tuo passaggio, la Tua chiamata.
Sì, perché non abbiamo ancora capito
che il Tuo sguardo è quello di un Innamorato perso
delle nostre povertà, delle nostre debolezze.
Ci siamo affannati a conquistare i posti tra le fila dei giusti,
mentre Tu sei in amorosa ricerca dei peccatori.
Abbiamo preferito navigare dentro i porticcioli sicuri
di devozioni e precetti e regole umane
piuttosto che accettare la sfida
del Mare aperto della Tua Misericordia,
che ci rende sovranamente liberi e felici.
Grazie Gesù perché ci fai sentire importanti,
non per quello che di buono facciamo,
ma per ciò che siamo: figli!
Amati da sempre e per sempre.
E la paura di Te si dissolve finalmente
come la nebbia del mattino dinanzi al Sole
che sorge di nuovo nei nostri cuori!
Il Sole della Tua Bellezza di Figlio di Dio
e di Amico follemente innamorato di noi!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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