5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

7 Novembre 2023 - Martedì

7 Novembre 2023 - Martedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 14,15-24

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Stupenda pagina evangelica che ancora una volta ci rivela l’amore immenso di Dio per l’umanità di ogni tempo. La conclusione potrebbe sembrare dura, quasi la minaccia di un castigo: «nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena». In realtà vedremo che non è così. Andiamoci con ordine.
Ci sono tre chiamate nelle quali possiamo riconoscere i tre momenti della Storia della salvezza. La prima fa riferimento al tempo della Legge di Mosè che non ha il potere di salvare, ma solo di mostrare il peccato e dunque prepara la venuta di Gesù che è l’Unico che può perdonare i peccati. La seconda chiamata è il tempo di Gesù sulla Terra che è stato storicamente molto breve e per questo bisognava fare in fretta («esci subito per le piazze e per le vie della città») perché la Cena era pronta: chiarissimo il riferimento all’Eucaristia. Il terzo tempo è quello della Chiesa chiamata ad andare in tutto il mondo per annunciare quanto è grande il Cuore di Dio che vuole che tutti gli uomini siano salvati (cfr. 1Timoteo 2,4).
Il Vangelo di oggi mostra la grandezza dell’Amore di Dio per tutti. C’è un particolare che lo rivela: nonostante dopo la seconda chiamata (il tempo storico di Gesù) la sala della festa si sia riempita, il Padrone dice: «Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia»: Dio vuole che la Sua Casa/Cuore si riempia di tutti i Suoi figli, di ogni tempo, vuole che tutti i Suoi figli entrino nella Vita, nessuno escluso. Il verbo “costringere” non vuol dire che Dio “obbliga”, ma semplicemente mette in evidenza la paternità del Cuore di Dio che desidera con tutto sé stesso che gli uomini conoscano l’Amore e la salvezza.
Questa “forza che costringe” è la forza dell’Amore paterno e materno di Dio che non si rassegna a perdere nessuno. Sembra di riascoltare Gesù nella Sua preghiera accorata al Padre: «Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto» (Giovanni 17,12). È una “forza” che in realtà rivela la “debolezza” dell’Onnipotente. Sì, siamo noi la Sua debolezza; possiamo dire davvero che ha un “debole” per noi a tal punto che donerà il Figlio Unigenito per la nostra salvezza eterna: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,16). Come voi genitori terreni avete un debole per i vostri figli e siete disposti a dare la vita per loro, così ha fatto il Padre nostro che è nei Cieli e che in Gesù ci ha rivelato tutta la Sua volontà di salvezza per tutti e lo ha fatto “pagando” di persona per noi.
Poi il Vangelo ci rivela quali sono le cause che possono “distrarci” dalla chiamata di Dio all’Amore e rallentare i nostri passi alla sequela di Gesù: il possesso il commercio e il piacere. Non che sia sbagliato lavorare, commerciare o sposarsi… Ci mancherebbe! È sbagliato fare tutto questo senza riconoscere in ogni cosa il dono di Dio! Nel senso che le tre situazioni citate, vissute senza fede, possono orientare i nostri cuori solo verso la dimensione orizzontale/materiale della nostra vita. E non c’è nulla di materiale, neanche i nostri affetti più cari, che possano riempire il nostro cuore. C’è una parte di esso che è solo di Dio e la cui scoperta farà dire a Sant’Agostino: «Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» (Confessioni, 1,1).
Dunque siamo invitati ad occuparci di tutte le cose terrene senza dimenticare che ogni cosa è dono di Dio e della Sua Provvidenza. Solo vivendo con queste disposizioni interiori nulla ci distoglierà dall’Amore di Dio e tutto diventerà motivo per ringraziarlo. Un’ultima annotazione. La minaccia finale: «nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena» come dobbiamo interpretarla? Come si concilia con la misericordia di Dio? Coloro che per superficialità e mancanza di fede avranno creato in sé le premesse per essere esclusi, dinanzi alla bellezza della proposta di salvezza di Dio ne sentiranno la nostalgia e si convertiranno e saranno loro stessi a chiedere a Dio di lasciarli entrare nel Suo Cuore.
A conferma di quanto sto dicendo vi lascio un’ultima immagine, quella del “buon ladrone”, amico dell’ultima ora che incontra Gesù solo alla fine della sua vita e lo riconosce come Signore e Salvatore e si sentirà dire le parole tra le più cariche di speranza che, a mio avviso, ci sono nei Vangeli: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Lica 23,43). Sì, perché la Casa/Cuore di Dio è infinito e vuole che tutti i Suoi figli vi possano entrare. Perché ora lo sappiamo: il Paradiso non è pieno di Santi, ma di… peccatori perdonati!

Caro Gesù,
grazie perché ci fai conoscere
la bellezza e la grandezza del Tuo Cuore.
È un Cuore che ama e per questo chi-ama
ognuno di noi a conoscerLo e ad amarLo.
Ma oggi ci dici qualcosa in più
che ci lascia senza fiato:
non riesci ad essere felice… senza di noi!
Ci dici che vuoi che la Tua Casa
sia riempita, fino all’orlo,
come le giare delle nozze di Cana.
Vuoi che vi entrino tutti
ed inizi come sempre dagli ultimi,
poveri, storpi, ciechi e zoppi,
coloro che non fanno resistenza al Tuo invito
perché hanno fame di Te.
E allora caro Gesù, aiutaci a capire
che dietro la tanta fame di cose inutili
c’è in realtà la fame di Te,
il bisogno di conoscerTi e amarTi.
Liberaci dalla presunzione di bastare a noi stessi
e facci sentire l’urgenza di aprirTi il nostro cuore.
La consapevolezza della nostra povertà
non sia più motivo di disperazione,
ma il biglietto d’invito alla Tua Cena.
L’esperienza di zoppicare sulle vie della vita
non sia più motivo di scoraggiamento,
ma l’occasione per accorgerci
che non Ti scandalizzi delle nostre cadute.
La nostra cecità di fronte alla bellezza della Tuo Amore
sia il grido del cuore che attira su di noi la Tua Luce.
E vedremo finalmente il Tuo Volto di Amico
e nel Tuo riconosceremo i volti dei nostri fratelli.
E comprenderemo che non siamo mai stati,
non siamo e non saremo mai soli.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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