5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

8 Aprile 2026 - Mercoledì

8 Aprile 2026 - Mercoledì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

È il racconto di due uomini che avevano seguito Gesù sperando che fosse Lui il Messia e che ora stanno tornando al loro paese di origine dopo la Sua morte. Sono convinti che tutto sia finito. All’improvviso Gesù si avvicina loro! Questa è già una bella notizia: Gesù ci viene incontro, sempre! Non attende che gli manifestiamo i nostri bisogni. È Lui che prende l’iniziativa e si serve di tutto e di tutti per farci giungere il Suo Amore e la Sua consolazione. Tuttavia i discepoli non lo riconoscono subito a causa della tristezza che avvolge i loro discorsi e i loro cuori. È la tristezza di chi guarda solo al passato e rimane prigioniero di ricordi, sensi di colpa, paure che bloccano la speranza e tolgono la gioia di vivere. A questo punto Gesù comincia a spiegare loro tutto quello che nelle Scritture si riferisce alle sofferenze che il Messia avrebbe sopportato, dimostrando loro che la Passione non è stata un incidente di percorso, ma la scelta di Dio di amare l’uomo fino a questo punto, per farsi carico di tutte le sue sofferenze e liberarlo dalla morte. Questa spiegazione provoca nel cuore dei discepoli la sensazione di un fuoco che comincia a sciogliere il gelo di tristezza e di paura che aveva appesantito la loro vita. Sì, perché la Parola di Dio è fuoco che consuma i nostri dubbi ed illumina il nostro cammino. Perché non è solo una ‘parola sapiente’, ma la Parola del Dio vivente, del Risorto che ci ama e ci parla ancora, qui e oggi. E quando siamo raggiunti dall’Amore il cuore guarisce e si accende la speranza, si aprono nuovi orizzonti, si dà un senso anche al dolore più acuto ed umanamente inconsolabile. Quando i discepoli stanno per fermarsi invitano questo Amico, non ancora riconosciuto, a rimanere con loro. È vero che Gesù prende l’iniziativa di avvicinarsi a noi, ma è anche vero che resta con noi solo se lo invitiamo, se desideriamo davvero che resti con noi. È il momento in cui si aprono gli occhi dei discepoli e riconoscono Gesù nel gesto dello ‘spezzare il pane’. Non è soltanto il ricordo di un gesto visto tante volte, ma nello ‘spezzare il pane’ riconoscono il fatto che Gesù ha ‘spezzato’ la Sua vita per amore nostro. È sicuramente il riferimento all’Eucaristia che celebriamo ancora oggi nelle nostre comunità, ma anche all’Amore che apre i nostri occhi e ci permette di riconoscere la Presenza del Vivente in tutti i piccoli gesti di amore, di amicizia, di carità che possiamo fare e ricevere ogni giorno. Ecco allora che Gesù rimane anche con noi e ci fa diventare strumenti del Suo progetto che è quello di fare vivere l’uomo nella sua vera identità e vocazione: essere figlio di Dio e fratello di tutti! La fine del racconto ci dimostra come l’incontro con Gesù abbia ribaltato completamente la vita di questi due discepoli: dalla tristezza alla gioia; dalla disperazione alla speranza; dalla paura della morte al coraggio di fare della propria vita un dono; dal ‘tornare indietro’ per rimanere in sentieri stretti ed apparentemente sicuri al desiderio di percorrere strade nuove senza navigatore satellitare, ma avendo come unica bussola l’Amore di Dio in noi!
E se questi discepoli fossimo io e te?

Caro Gesù,
anche noi siamo tentati
di restare ancorati
al nostro passato,
ai ricordi dolorosi…
Ci sentiamo spesso
prigionieri tristi e incatenati
nelle nostre memorie ferite.
E nutriamo i cuori
di sensi di colpa,
rimpianti, recriminazioni
che avvelenano lentamente
i pensieri
e spengono la gioia di vivere.
Ma Tu oggi vieni
ancora una volta incontro
ai nostri cammini stanchi
e indichi nuovi orizzonti
verso cui dirigere
i nostri passi.
Le medicine per guarire
sono assolutamente gratuite
ed a portata di mano:
la Tua Parola che, sola,
ha il potere di sciogliere
il gelo del cuore
e il senso di solitudine
e dissipare le nebbie
dei dubbi e delle paure;
l’Eucaristia che se celebrata
con fede profonda
e gratitudine autentica
ci fa fare esperienza
di come veramente Tu
non solo sei vicino a noi,
ma dentro di noi,
come fonte inesauribile
di gioia e di pace,
di calore divino-umano,
di desideri forti e santi.
Anche noi, Gesù,
oggi Ti chiediamo:
resta con noi!
Lo desideriamo ardentemente!
Sì, resta con noi per sempre!
Nel tempo fragile dell’Uomo
e nel tempo infinito
del Tuo Amore.
Perché l’Amore
respinge e vince ogni paura!
Perché l'Amore vince sempre!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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