5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

9 Luglio 2024 - Martedì

9 Luglio 2024 - Martedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 9,32-38

In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».

Un Vangelo con diverse sfaccettature. Innanzitutto l’esorcismo sul muto indemoniato. Grazie a Dio non siamo “indemoniati”, ma spesso subiamo l’influsso del Maligno quando anche noi diventiamo muti ossia incapaci di parlare la lingua del Vangelo che ha un vocabolario fondato esclusivamente sull’Amore di Dio per noi. È un lavoro intenso da fare su noi stessi per purificare il nostro linguaggio. Infatti le parole, se pronunciate con rabbia ed arroganza, con giudizio e rancore, possono diventare pietre taglienti che feriscono l’udito e l’anima.
Un’altra rivelazione importante: cosa fonda e sostiene l’azione infaticabile di Gesù verso l’Umanità? La compassione! Questa bellissima parola ha due radici, una ebraica: rahamîm (letteralmente indica la membrana attraverso la quale il mondo antico era convinto che il bambino comunicasse con la madre); e una greca: splangkhnizomai. Entrambe fanno riferimento a ciò che una mamma prova quando sente il proprio bambino muoversi nel suo grembo.
Allora comprendiamo che ciò che prova Gesù per noi ha sfumature materne commoventi: il desiderio di dare la vita, di proteggere il bambino, di fondersi con lui; la disponibilità a fari uccidere per lui… Se nel nostro linguaggio corrente la parola “compassione” a volte assume un significato quasi di disprezzo verso l’altro (“e dài… compatiscilo…” cioè “lascialo stare”, “ignoralo”, “mettiti su un gradino e sentiti superiore a lui”), in bocca a Gesù assume tutt’altro significato.
Se ci capita talora di immaginare cosa Dio pensa di noi, possiamo subito risponderci: prova infinita compassione! Cioè ci ama con un Cuore di Padre e di Madre al tempo stesso. E quello che dice subito dopo fa comprendere che la Sua compassione vuole essere contagiosa e coinvolgente: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Spesso pensiamo che questo desiderio di Gesù sia rivolto solo a coloro che sono chiamati a seguire e servire Gesù nella vita consacrata o nel sacerdozio. Invece è un invito che deve fare fremere il cuore di ogni battezzato. Il mondo ha bisogno urgentemente di tornare a Dio, di riscoprire il Suo Amore compassionevole.
E se non lo annunciamo noi cristiani, chi lo farà? Non si tratta di fare belle prediche e organizzare convegni e fare catechesi qualificate. Occorre invece testimoniare la nostra esperienza con Gesù attraverso la vita concreta, le scelte, i gesti, le parole giuste che non feriscono nessuno, ma che piuttosto leniscono le ferite del cuore e della vita. E sono quelle parole che impariamo ad offrire al mondo ascoltando e facendo nostra la Parola di Gesù!
È bellissimo questo mandato missionario da parte del Signore: siamo tutti chiamati a provare compassione per il mondo; non dobbiamo giudicarlo/condannarlo, criticarlo/distruggerlo. Dobbiamo piuttosto fare sentire a questo povero mondo del quale facciamo parte anche noi che Dio è Amore, perdono, misericordia, novità di vita. Anche dalla credibilità del nostro annuncio dipenderà la conversione nostra e del mondo. Siamo stati amati-creati-mandati per annunciare che Dio è la Fonte di quella felicità che andiamo disperatamente cercando in cose che invece ci fanno morire lentamente ogni giorno.

Caro Gesù,
è strano che in questo mondo
dove scriviamo e pronunciamo fiumi di parole,
a volte abbiamo l’impressione di essere muti!
Per ridare senso e verità
alle tante parole che diciamo
sentiamo di avere bisogno
di ripartire dalla Tua Parola di fuoco,
per riscaldare cuori
sempre più ghiacciati dall’indifferenza;
dalla Tua Parola tagliente come un bisturi
per recidere i nostri mali alla radice;
dalla Tua Parola impregnata di compassione,
di sentimenti paterni e materni al tempo stesso,
per ritrovare la radice del nostro essere,
per riscoprire la bellezza di essere figli di Dio!
Del Dio che muore per amore nostro!
Ti preghiamo, Gesù, donaci la Tua compassione,
perché facendone esperienza personale
diventiamo missionari dell’Amore:
perché nessuno più si senta solo,
perché nessuno più sia considerato ultimo,
perché nessuno più abbia fame di pane e di amore,
perché nessuno più si senta inutile,
perché nessuno più rimanga indietro,
perché nessuno più si senta abbandonato
da Te e dagli uomini.
Donaci il gusto di essere “operai della Tua vigna”
per vivere la vita, ogni vita,
come vocazione, ossia come la chiamata
rivolta da Te a tutti
di amare e lasciarci amare.
Perché questo è il nostro destino,
nel tempo e per l’eternità.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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