L’acqua è vita. La luce è vita. Senza acqua e senza luce, c’è solo buio e morte. Nel deserto della Quaresima è essenziale trovare l’acqua. Ma anche ritrovare la luce. Quanta siccità e quante tenebre nella nostra vita! Abbiamo bisogno di acqua viva e di luce vera. Il cammino verso la Pasqua ci aiuta a ritrovare questi due elementi. Essenziali per la vita dell’anima.

Nella Terza domenica di Quaresima abbiamo incontrato una donna: la Samaritana. Simbolo di un Dio che è sempre alla ricerca dell’uomo. Tutto inizia dalla domanda di Gesù: “Dammi da bere” (Gv 4,5-7). La donna pensa ad una sete fisica. Ma il senso è spirituale: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno” (Gv 4, 13-14). Gesù ci viene a cercare nelle nostre seti. “Di cosa abbiamo sete?”, ci ha chiesto nell’omelia p. Francesco. “L’uomo ha sete di senso. C’è una profonda assenza di senso nella nostra vita”.


“Nella vita, più che le risposte, contano le domande, perché le risposte ci appagano e ci fanno stare fermi, le domande invece ci obbligano a guardare avanti e ci fanno camminare” (Pier Luigi Ricci). E allora poniamoci in un atteggiamento di ascolto. Davanti a Gesù Maestro. L’unico capace di stimolare le domande fondamentali. Che cosa veramente desidera il nostro cuore? Di che cosa ha sete? Di successo? Di affetto? Chi siamo noi, oltre le apparenze e le maschere che abbiamo costruito nel tempo? Chi vogliamo essere? A quale acqua attingiamo per dissetare la sete più profonda del nostro cuore? 04

La risposta è una sola: la fedeltà dell’Amore di Dio, fino al dono del Figlio sulla croce. Che grida: “Ho sete!” (Gv 19, 28). È la sete di chi vuole attirare a sé le anime e donare loro pienezza di vita. É il desiderio ardente di donare lo Spirito, vera Acqua capace di dissetare radicalmente la sete del cuore umano. E p. Santo Donato, Custode Generale dei Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata, ha commentato: “Tu sei un pozzo. Che deve attingere e donare a chi ti sta accanto l’Acqua viva. Cioè la presenza di Gesù”.


La Cittadella è questo pozzo. Da cui sgorga l’acqua dell’Amore. Un’acqua che zampilla e che disseta i tanti pellegrini che arrivano, assetati di pace, di senso, di fraternità. Ad attingere quest’acqua, alcune Comunità del Cammino Neocatecumenale della parrocchia del Rosario di Villa San Giovanni. Altri gruppi di pellegrini dalla diocesi di Oppido-Palmi. E in particolare da s. Ferdinando, il gruppo dei fidanzati, accompagnati dal parroco don Domenico Rizzi. Che ha presieduto, dopo la Messa vespertina, il momento di preghiera dedicato a s. Giuseppe. Un santo tanto caro a s. Luigi Guanella, fondatore dell’ordine a cui appartiene don Domenico. Un momento di profonda comunione fraterna tra religiosi, a beneficio dei tanti fedeli presenti.


La Cittadella è pozzo d’acqua viva. E oltre all’acqua fresca dello Spirito, offre anche accoglienza a quanti lavorano per il bene integrale dell’uomo. Ecco che per la terza volta è nostro ospite il prof. Jong Baik, uno dei maggiori esperti internazionali della Korean Hand Therapy. Al corso di alta formazione, tenutosi il 7 e l’8 marzo, hanno partecipato professionisti provenienti da differenti ambiti della salute, tra cui ostetriche, psicologhe, fisioterapisti e infermieri, che hanno voluto approfondire e integrare l’agopuntura della mano attraverso tecniche non invasive. Il tutto si è svolto in un clima di collaborazione e condivisione, con un unico obiettivo: la cura e il benessere della persona.


La scienza può diventare strumento di benessere per la persona. Si è aperto in tempi recentissimi un campo ancora inesplorato: l’intelligenza artificiale. Ecco perchè il nostro p. Gaetano Lombardo si è dedicato all’approfondimento di questo tema, così affascinante e delicato. Attraverso il conseguimento del Master in Comunicazione avanzata, intelligenza artificiale e Data Management presso la LUMSA (Libera Università Maria SS. Assunta) di Roma. Un traguardo importante per tutta la Fraternità. perché l’intelligenza artificiale sia sempre più regolata da un sistema etico chiaro e condiviso. E diventi, come ci ha ricordato papa Leone XIV, “un bene per tutti, non un potere nelle mani di pochi”.



E anche le scienze umane si fanno veicolo privilegiato per la promozione integrale dell’uomo. Una missione urgente in una società sempre più disumanizzante. Ecco che il nostro p. Padre Pasquale Triulcio è invitato all’Università Mediterranea per la Lectio Magistralis “Le donne nei regimi totalitari”. Oltre al professore di Storia Marco Dotti, numerosi studenti del dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane. L’excursus ha visto l’approfondimento di figure come Marianna Kolbe, mamma del nostro san Massimiliano, Sophie Scholl, eroica giovane del movimento resistenziale “La rosa bianca”. Poi Teresa Bracco, che ha difeso fino al sacrificio la sua purezza davanti all’aggressore nazista, Norma Cossetto, uccisa dai partigiani comunisti titini. E tante altre. Storie di fortezza e sacrificio straordinariamente attuali.


I giovani. Quanto è urgente offrire prima di tutto a loro l’acqua viva del Vangelo! In un mondo pieno di “cisterne screpolate” (cfr. Ger 2,13), spesso piene di acque avvelenate. E allora si parte! Con loro e da loro. Il Gruppo Giovani della Parrocchia Maria SS. Annunziata di Pellegrina sceglie di trascorrere una giornata all’insegna del servizio. Presso la “Mensa del povero” dell’Istituto Antoniano maschile dei Padri Rogazionisti, a Messina.


Un’esperienza forte. Che ha messo i giovani a contatto diretto con tante forme di povertà. E poi un prezioso momento di spiritualità al Santuario di Santa Maria di Montalto. Anche il gruppo Ministranti della parrocchia Maria SS. di Porto Salvo di Cannitello vive una giornata di ritiro. Gioco, divertimento, fraternità, preghiera. Ed è bello vedere tanti ragazzi quasi incantati davanti a Gesù Eucarestia. Accompagnati dalle riflessioni del loro amato “fratello maggiore”: s. Carlo Acutis.



E i giovani ci raggiungono anche alla Cittadella! Sabato 7 marzo è stata una giornata tutta per loro. Per riscoprire la via della bellezza e della gioia piena. Quella che il mondo non può dare. Si parte allora da un messaggio misterioso, lanciato da qualcuno. È il testamento di Sammy Basso, il giovane testimone della gioia cristiana nell’accettazione eroica di una rara malattia genetica: la progeria. Ecco il paradosso! La bellezza vera risplende in un corpo mortificato dalla sofferenza.




Insieme i giovani giocano, si interrogano, riflettono. E progettano piccoli video per gridare a tutti la nuova bellezza che hanno scoperto: amare la vita e viverla in pienezza, come meraviglioso dono di Dio. La giornata si conclude nella penombra silenziosa della cappella. Illuminata da candele. Segno della nuova luce scoperta, a partire dalle proprie fragilità. Un invito forte: dire “no” alle tenebre che il mondo ci propone. E dire “sì” alla luce vera: quella liberante dell’amore di Dio.



La luce! Ecco l’altro grande segno che ci offre il deserto della Quaresima. Nella sua Quarta Domenica, chiamata anche Domenica Laetare. È la domenica della gioia. È la domenica della luce! E per la Cittadella è festa grande. Anche per la presenza di un caro amico: don Francesco Cristofaro. È stato lui quest’anno a guidare il grande ritiro quaresimale. Che ha visto una partecipazione massiccia di fedeli. Oltre ai nostri laici consacrati, numerosissimi gli amici provenienti da varie zone della Calabria.


“Un uomo che non ha mai visto il volto di sua madre”. Con questa immagine forte don Francesco ha introdotto l’omelia sul cieco nato (Gv 9). Per poi invitare ognuno di noi a lasciarsi guarire da Gesù. E dopo il pranzo, condiviso in allegria nei locali della Cittadella, la catechesi del pomeriggio. Arricchita da alcune dinamiche, che hanno visto la partecipazione attiva dell’assemblea. Aiutando a riscoprire il valore delle piccole cose di ogni giorno. A partire dalle semplici parole e attenzioni. Con cui possiamo comunicare amore, vicinanza, perdono.



Poi la condivisione e l’Adorazione eucaristica. Momenti preziosi di cuore a cuore con Gesù. L’unico che può toccare i nostri occhi. E restituirci quella luce interiore che apre alla perfetta letizia. Trasformandoci in missionari di luce e di speranza nei nostri ambienti di vita.



Invochiamo l’Acqua e la Luce nella nostra vita. Invochiamo lo Spirito Santo! Fonte di Acqua Viva che purifica, rigenera e disseta l’anima. Luce beatissima che rischiara il cuore e la mente. Con il Card. Cantalamessa preghiamo: “Vieni, o Spirito Santo! Vieni forza di Dio e dolcezza di Dio! Vieni tu che sei moto e quiete nello stesso tempo! Rinnova il nostro coraggio, riempi la nostra solitudine nel mondo, crea in noi l’intimità con Dio!”.


