L’Avvento è il tempo dell’attesa. Della preparazione. Della vigilanza. Per la venuta di chi? Di un Dio che per amore sceglie di chinarsi sull’umanità. Questo non è avvenuto solo 2025 anni fa. Ma ogni giorno Gesù sceglie di incarnarsi nella nostra storia. In ogni istante. In tutto quello che viviamo. È il Dio della salvezza. È il Dio che porta rinascita nelle morti che sperimentiamo. Che illumina le situazioni buie della nostra vita. Che dona pace laddove c’è agitazione. Che porta libertà nei cuori resi schiavi dai tanti idoli che ci siamo creati.

“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Mt 24,42). È l’invito di Gesù nella prima domenica di Avvento. Ad avere un atteggiamento attento al mistero dell’azione di Dio. L’uomo, infatti, indaffarato tra le tante abitudini giornaliere, rischia di essere distratto. Diceva il filosofo francese Blaise Pascal: “Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo”. Ecco che diviene una necessità il rientrare in sé stessi. Nella stanza del proprio cuore. Per porsi in una condizione di silenzio interiore. Di quiete. Per fa spazio all’essenziale.


Un concetto ripreso dal nostro p. Santo Donato nel corso della celebrazione eucaristica. “Che cosa può succedere? Che sono talmente preso da ciò che sono le ansie, le preoccupazioni della giornata, che io non vivo più alla presenza di Gesù. Il Signore viene anche nell'ora che tu non pensi, in cui tu sei distratto dalle molte cose da fare o da pensare o da vivere. Allora mettiti alla presenza di Dio! Perché Dio viene in tutto ciò che tu sei e in tutto ciò che tu fai. In tutto ciò che ti accade, Dio viene. Mettiti alla presenza del Signore, che viene sempre nella tua vita. E allora trasforma anche il pensiero negativo o il pensiero positivo in un’invocazione. Il Signore viene in tutti i momenti, in tutte le giornate, in tutte le ore, nell'ora in cui non pensate. Siate svegli e spalancate le porte del vostro cuore a Gesù che viene!”.



E come non vivere questo tempo alla presenza e in compagnia della Vergine Immacolata? Alla Cittadella il 27 novembre numerosi i fedeli hanno partecipato alla celebrazione in onore della Madonna della Medaglia Miracolosa. Un evento che ha ricordato l’apparizione della Vergine Immacolata a Santa Caterina Labouré nel 1830 a Parigi, durante la quale l’Immacolata chiese di far coniare la medaglia.

E tante sono le medaglie che sono state distribuite, tra gioia e commozione, dopo aver pregato la supplica della Medaglia Miracolosa al termine della celebrazione eucaristica. La medaglia miracolosa che il nostro San Massimiliano Kolbe definiva “il proiettile nella mano del milite dell'Immacolata” (SK 1127). Sì, un segno che Maria ha donato. E che dona ancora una volta, per “colpire” i cuori dei suoi figli. Con i raggi del suo amore di Madre.



Una bellissima coincidenza: il penultimo sabato del cammino di formazione per i nostri consacrati è stato anche il primo giorno della novena all’Immacolata. “Regina della pace: la gioia interiore”. Questo il titolo di Maria che abbiamo contemplato. Con lo sguardo di chi si immerge nell’esperienza che solo in Dio può regnare la pace nel mondo e nei nostri cuori.



Ancora una volta è il nostro custode e fondatore p. Santo a donarci un messaggio che ci accompagna nel corso di questa novena alla Solennità dell’Immacolata: “Vi do un'immagine. È l'immagine dell'aurora. La notte porta sempre tristezza, la notte porta malinconia. La notte tante volte è agitazione, pensieri che si accavallano, paure. Ma che meraviglia! Tutte le mattine a un certo punto si verifica un miracolo. Si squarcia il cielo. E dal buio della notte i colori diventano più tenui, più belli. Ecco allora il miracolo del colore turchese, poi quel colore rosaceo. Non c'è più il buio della notte. È l'aurora! Ma l'aurora non è fine a sè stessa. L'aurora annuncia il sole che sta per sorgere. Ecco che cosa è la Novena dell'Immacolata: è gustare quant'è bella l'aurora. Gustare che i nostri occhi cominciano a vedere. La solennità dell'Immacolata ci annuncia l'arrivo del grande Re. Ci annuncia questo Sole che sta per nascere: Gesù!”.

Accompagnato dalla presenza dolce della Vergine del Suffragio, nell’ultima domenica del mese si è riunito il Pio Sodalizio per le anime del Purgatorio. Per la preghiera del Rosario e la celebrazione eucaristica. Con l’offerta dell’olio per le lampade, che giorno e notte ardono di amore e di preghiera, che si innalza incessantemente davanti al Santissimo Sacramento.


In questo tempo chiediamo allo Spirito Santo, per mezzo di Maria, il dono del silenzio interiore. “O Maria, tu che nel silenzio del tuo cuore hai accolto e custodito la Parola, aiutaci ad essere vigili e attenti alla venuta del tuo figlio Gesù in noi. Con te vogliamo pregare nell’intimo del nostro cuore: Maranathà! Vieni Signore Gesù!”.


