L’uomo è nato per le relazioni. Siamo stati creati per avere legami. Una grande verità che ci riporta all’essenza della relazione con Dio Padre, che ci ha creati. Lo psicologo Paul Watzlawick afferma che “non si può non comunicare”. Tutto è comunicazione: una parola, uno sguardo, un silenzio. Tutto diviene relazione! Ma l’uomo sta divenendo sempre più incapace di creare relazioni autentiche con sé stesso e con il prossimo. Sì, perché manca la relazione con Dio!


È forte, a tal proposito, il richiamo di Padre Antonio Maria Carfì, Vicario generale dei Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata. Nel corso della catechesi del sabato rivolta alla Fraternità, ha esortato a riflettere: “Abbiamo oggi possibilità sconfinate di comunicazione, ma non sappiamo più comunicare tra di noi. Siamo legati a relazioni virtuali. Ma se dobbiamo stare insieme, guardarci negli occhi e parlarci non lo sappiamo fare più. Perché l’uomo ha perso l’istinto della preghiera. Che è la forma di comunicazione primordiale con il Principio dal quale proveniamo”.


Ecco allora la bellezza di celebrare la Solennità della Santissima Trinità. È il tornare alla scuola dell’arte della relazione, della comunione, dell’amore. “La Trinità è una relazione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”. Ce lo ha ricordato p. Francesco Iermito nel corso delle sante Messe. “C’è il Padre che crea la nostra vita. C’è il Figlio che salva la nostra vita. C’è lo Spirito Santo che santifica la nostra vita. La Trinità è un circolo d’amore che crea vita e dona vita. Siamo tutti chiamati ad entrare in questo circolo d’amore!”. Un invito rivolto a tutti i fedeli.

E tra i fedeli questa domenica era presente un gran bel gruppo di adolescenti. Sono i giovani cresimandi della Parrocchia s. Maria degli Angeli di Bagnara. Accompagnati dai loro educatori e accolti dal loro parroco p. Giuseppe Calogero e dai Fratelli e Sorelle della nostra Comunità, hanno trascorso una giornata di ritiro spirituale.




Dopo aver partecipato alla Messa hanno visitato la Cittadella e svolto attività volte alla riflessione e al raccoglimento interiore. È la bellezza di vivere attimi di silenzio. Dove Dio parla, e la Madonna si fa portavoce della sua Parola. Una Parola che chiama i giovani a scoprire la bellezza della loro vocazione: il progetto meraviglioso che Dio ha pensato per ciascuno di loro.

Ricaricati dall’esperienza vissuta alla Cittadella, nel pomeriggio un altro appuntamento speciale: quello con le Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, nella loro casa di Reggio Calabria. Dopo la toccante testimonianza delle suore, per poi visitare “i più poveri tra i poveri”. Sono tutti gli emarginati, i bisognosi che la società rifiuta. Ma che vengono accolti e curati con immenso amore da queste consacrate tutte dedite alla carità.


“Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito” (1Cor 12,4). In questa settimana la Cittadella ha anche partecipato alla gioia delle suore di Madre Teresa di Calcutta per l’arrivo della nuova superiora, Suor Therese Francoisee. Presente il nostro p. Gaetano Lombardo, loro confessore e direttore spirituale. È lo Spirito Santo che ci comunica la bellezza di sperimentare la comunione, l’essere uniti in Gesù, al di là della diversità dei carismi.


La Cittadella fa da specchio a quanto afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo”. E proprio nel giorno della SS. Trinità abbiamo avuto la gioia di celebrare il 25° anniversario di matrimonio dei nostri amici Tiziana e Basilio. Dopo aver rinnovato le loro promesse matrimoniali con lo scambio delle fedi, hanno scelto di festeggiare con i Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata. E ancora mercoledì, il matrimonio di una giovane coppia, Giacomo e Chiara. Grande l’emozione, effetto di un amore che circola, che ci coinvolge. La Cittadella si apre alla vita di nuove famiglie e le accompagna nella loro crescita umana e spirituale.



Si raduna domenica pomeriggio il Movimento Eucaristico della Divina Misericordia. Un momento di intensa preghiera con la Coroncina della Divina Misericordia davanti a Gesù Eucaristia. Cuore a cuore con Gesù, si intercede per i bisogni dell’umanità. E l’umanità oggi ha bisogno di pace. Questa volta a portare il cero per la pace verso la Cappellina del Sacro Cuore è il gruppo del Rosario Perpetuo di Cinquefrondi. Preghiere che si uniscono. Preghiere che si innalzano al Cielo per implorare la pace. Una pace sempre più minacciata dal peccato e dall’egoismo dell’uomo!




Proprio nel giorno della SS. Trinità, p. Santo Donato, Custode e Fondatore della Fraternità, ha donato ai suoi figli un messaggio: “Se noi vogliamo essere nella gioia, nella pace, dobbiamo essere un riflesso dell’Amore della Trinità. Ecco che cos’è la solennità della Trinità: Dio eternamente felice, Dio nella pienezza della gioia perché non è solo, ma è relazione, è comunione. Allora se noi vogliamo essere il riflesso di Dio, dobbiamo cercare la comunione tra di noi. La bellezza della famiglia! Siamo nati in una famiglia e siamo chiamati ad essere famiglia se vogliamo stare bene. Il Paradiso: un’eterna famiglia!”.



I Piccoli Fratelli e Sorelle fanno proprio il messaggio del Fondatore. E vivono insieme nella comunione. Il loro carisma è “essere famiglia”! Lavorano insieme. Pregano insieme. Scelgono di vivere momenti da trascorrere insieme per gustare la vita fraterna. Giovedì pomeriggio hanno organizzato un’uscita. Dopo aver percorso il sentiero che porta alla Grotta di s. Elia Speleota, hanno visitato la Chiesa del Carmine di Palmi. Momenti di ricreazione e di spiritualità, nell’armonia di relazioni vissute in Gesù, con Gesù e per Gesù. “Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!” (Sal 133,1).


può donare ciò che non ha. Nessuno può donare amore se prima non ne ha fatto esperienza. Facciamo nostro allora il messaggio di Papa Benedetto XVI che troviamo nella sua enciclica “Deus caritas est”: “Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono. Certo l’uomo può – come dice il Signore – diventare sorgente dalla quale sgorgano fiumi d’acqua viva (Gv 7,37-38). Ma per divenire una tale sorgente, egli stesso deve bere, sempre di nuovo, a quella prima, originaria sorgente che è Gesù Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l’amore di Dio (Gv 19,34)”. Ritorniamo alla Sorgente di ogni bene. Ritorniamo a Dio! Accostiamoci al suo Cuore: fonte dell’Amore!


