La nostra vita è un cammino. C’è nell’uomo un bisogno innato di avvicinarsi a Dio, di trovare la propria dimensione spirituale. Scrive s. Agostino nelle “Confessioni”: «Tu ci hai fatti per Te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te». Sì, solo in Dio l’uomo trova la felicità. Da Dio siamo stati creati e a Dio siamo chiamati a ritornare. E possiamo sperimentare tutto questo già su questa terra. Nella nostra quotidianità. Ecco che la vita dell’uomo diventa un pellegrinaggio. Quale la meta? Quale la direzione? La conoscenza di sé e dell’amore di Dio.

I Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata si mettono in cammino. E questa volta lo fanno verso le terre della Sicilia. Sono un gruppo di professi semplici, che vivono gli esercizi spirituali in preparazione alla professione dei voti perpetui il prossimo 14 agosto. Ad ospitarli la Comunità “Serve di Gesù Povero” di Trapani, presso il Santuario N.S. della Misericordia a Valderice. Giornate intense di preghiera comunitaria. Meditazioni tenute da Suor Maria Goretti, fondatrice dell’Ordine. E momenti di fraternità e ricreazione, visitando le meraviglie del creato e i luoghi sacri tra Erice e Marsala.


Particolarmente intenso il momento di preghiera vissuto con le monache clarisse “Sorelle Povere di Santa Chiara” presso il Monastero del Sacro Cuore. Incontri che arricchiscono attraverso la potenza della preghiera. Di quale ricchezza si tratta? È la gioia. È la pace. È la voglia di rialzarsi da ogni caduta per ricominciare in pienezza il cammino della vita. È quella che il mondo non può donare perché non la conosce. Sì, perché è solo di chi ha fatto esperienza dell’amore di Dio.


A mettersi in cammino anche il gruppo liturgico della Cittadella, guidato dai nostri Fratelli. Per vivere una giornata di ritiro spirituale a Gambarie, alternando momenti di formazione e di agape fraterna.




Padre Antonio Maria Carfì, Vicario generale della Fraternità, invece, si mette in viaggio con un gruppo di pellegrini aldilà dei confini italiani. La meta? Le terre calpestate dall’Apostolo delle genti, San Paolo. La Turchia. Paese oggi islamico in cui però si respira ancora il profumo del Cristianesimo delle origini. Che vive ancora nei nomi di alcune città: Iconio, Smirne… E l’antica Costantinopoli, capitale dell’oriente cristiano, oggi Istanbul. Con l’antichissima cattedrale di s. Sofia, oggi trasformata in moschea.


E soprattutto Efeso. Quale gioia per il nostro padre ritrovarsi dove ebbe luogo il terzo concilio ecumenico, quello di Efeso, nel 431. Che gioia per lui poter narrare le glorie della Vergine Immacolata proprio nel luogo in cui fu definita per la prima volta “Theotokos”: Madre di Dio! E poi ancora tanti incontri. Emozionanti e provvidenziali. Come quello con p. Martin, vescovo di Smirne, incontrato per strada. O con suor Maria Grazia, una consacrata che continua a donare la vita ogni giorno per mantenere viva la piccola comunità cattolica di Iconio.



Maria: la presenza viva di una Mamma che guida i suoi figli nel pellegrinaggio della vita. Ecco che domenica 20 luglio alla Cittadella abbiamo celebrato con grande solennità la IV edizione della Festa del Pellegrino. “È la celebrazione di un cuore che cammina. E di Maria, che ci guida verso Gesù”, ci ha ricordato p. Francesco Iermito. Quando siamo nel buio della notte... Quando tutto sembra oscuro... Quando tutto sembra perdere un senso... Alziamo gli occhi al cielo e invochiamo Maria. Lei è la vera pellegrina della fede!





Al termine della celebrazione eucaristica numerosi i pellegrini che hanno partecipato alla fiaccolata per i viali della Cittadella. Preghiere, canti e candele alzate al cielo. Tutto fa eco e raggiunge un mondo in cui regna la confusione. Per portare la profonda pace che solo Gesù può dare. È il carisma dell’intercessione che si vive alla Cittadella. E infine la condivisione di momenti di gioia e di fraternità, accompagnati dalla musica del gruppo Folk “La Ginestra”.


“Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda»” (Gen 2,18). In questi giorni alla Cittadella anche la celebrazione di un matrimonio. La bellezza della vocazione a vivere il pellegrinaggio della vita… in due! Anzi, in tre. Perché nel matrimonio cristiano è Gesù stesso che vive “in mezzo” alla coppia.

Ci sono pellegrinaggi che l’uomo compie nel corso della vita. Ma c’è un pellegrinaggio personale. Interiore. Costante. Che accompagna ogni tappa della vita dell’uomo. È il pellegrinaggio che conduce alla “metànoia”. Cioè alla conversione. È il cambiamento di prospettiva. Del proprio modo di pensare. È il cammino che fa fare passaggio da una vita nella carne ad una vita nuova nello spirito (cfr. Gal 5,16).

Sempre accompagnati da Maria. Che domenica scorsa abbiamo celebrato come “Colei che scioglie ogni nodo”. Un titolo antichissimo, risalente ai primi Padri della Chiesa. E alla Cittadella abbiamo messo in pratica l’invito di Gesù nel Vangelo: “Chiedete e vi sarà dato” (Lc 11,9). A lui abbiamo chiesto, con forza, per intercessione di Maria, di sciogliere i nodi presenti nella nostra vita. E di scioglierli per sempre!



Una liturgia resa ancora più bella e solenne dal Coro Polifonico San Vitaliano di Catanzaro, diretto dal Maestro Stefano Scozzafava. E dalla graditissima presenza del nostro amico don Francesco Cristofaro. Che nell’omelia ci ha spiegato l’attualità della devozione a Maria che scioglie i nodi. Aggiungendo una toccante testimonianza personale.



Sempre suggestivo, al termine della celebrazione, il rito dell’incendio dei nodi. Non folklore, ma segno di fede nell’onnipotenza di Dio. Capace di sciogliere ogni nodo nel braciere ardente del suo amore. Fortissima l’affluenza dei fedeli! Ancora una volta la Cittadella si trasforma in oasi di pace e di rigenerazione spirituale per tanti. Vicini e...lontani! Tra i tanti pellegrini infatti, abbiamo accolto anche alcune famiglie provenienti dal Canada e dall’Australia. Che ritornando ai loro Paesi d’origine porteranno il ricordo e la testimonianza viva di questo “luogo del cuore”.


Sì, la vita è un viaggio. Ma dove trovare le forze per questo cammino? Dove attingere il cibo necessario per trovare forza? In Gesù nostro Maestro! S. Teresa di Calcutta confidò al Card. Angelo Comastri: «Quando il cuore è abitato da Gesù, il volto è pieno di luce e di gioia. E, allora, inizia la testimonianza della vita, che è come una calamita che attira a Gesù». E ancora s. Giovanni Paolo II: «Una pausa di vera adorazione ha maggior valore e frutto spirituale della più intensa attività, fosse pure la stessa attività apostolica». Accogliamo l’invito dei Santi. Non affatichiamoci troppo nella nostra quotidianità. Non assoggettiamoci ai numerosi stimoli che provengono dal mondo per poi cadere nell’affanno. Poniamoci piuttosto ai piedi di Gesù. Apriamo i nostri cuori alla sua Presenza viva. E lasciamoci avvolgere dal suo Amore.


