5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

10 Ottobre 2023 - Martedì

10 Ottobre 2023 - Martedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 10,38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Questo episodio spesso è stato utilizzato come modello per fare risaltare il primato della vita contemplativa (Maria) sulla vita attiva (Marta). In realtà questa lettura risulta essere una forzatura rispetto a ciò che Gesù desidera comunicarci. Infatti entrambe queste figure – Marta e Maria – devono essere presenti in noi. Spieghiamo allora la frase di Gesù: «Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
È indubbio che il primato della nostra vita debba essere l’ascolto della Parola di Dio, che va accolta, pregata, meditata perché possa esprimere in noi tutta la bellezza che Gesù vuole condividere con noi. Perché questo primato? Dicono i Padri della Chiesa che all’inizio della Creazione l’uomo era un composto di polvere e fango che diventerà “persona” solo quando il Padre gli rivolgerà la Parola, ossia il Verbo. È in questo momento che l’uomo scopre di essere persona ossia un essere in relazione con Dio, con sé stesso, con gli altri, con il creato. Essere “persona in relazione” è la qualità essenziale dell’essere umano.
Quando poi l’uomo commetterà il peccato originale scoprirà di avere fatto un passo indietro rispetto al progetto di Dio perché l’ascolto delle parole del Maligno lo faranno regredire da persona ad individuo. Il passaggio è drammatico e doloroso e lo constatiamo nella nostra vita quotidiana. Dalla radice della parola “individuo” infatti nasce poi la parola individualismo che è sinonimo di egoismo, di atteggiamento di chi pensa innanzitutto a sé stesso, al proprio bene particolare perdendo così la visione d’insieme della propria vita. Non sarà mai l’individualismo a farci crescere ed essere felici, ma solo la capacità di relazionarci con Dio, con noi stessi, con gli altri e con il Creato. Perché siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio che è Uno e Trino, cioè Relazione eterna di Persone che si amano! E allora solo relazionandoci in un clima di comunione (seppure tante volte faticosa da costruire) potremo realizzare pienamente la nostra vita.
Ecco perché Gesù indica il primato dell’ascolto della Sua Parola come fondamentale per noi, perché più ascoltiamo la Sua Parola e da essa impariamo il pensiero di Cristo meno spazio ci sarà in noi per le parole del Maligno che da sempre tenta di inquinare il nostro cuore e il nostro rapporto con il Padre nostro che è nei Cieli. In fondo il fine della vita spirituale è uno solo: avere in noi il pensiero di Cristo che innanzitutto apprendiamo dalla Sua Parola. Lo dice l’apostolo Paolo: «noi abbiamo il pensiero di Cristo» (1Corinzi 2,16). Per questo motivo la Parola di Dio si è fatta carne! Perché tornasse ad avere il primato nel cuore degli uomini e specchiandoci in essa ognuno di noi possiamo guarire da ogni forma di individualismo per tornare ad essere persone-in-relazione.
Non solo! C’è uno strettissimo rapporto tra Parola ed Eucaristia. Infatti la vita cristiana non è un leggere la Parola di Dio per poi sforzarci di metterla in pratica. Un’illusione del genere non ha mai creato dei santi, ma solo dei nevrotici perché ci accorgiamo che alcune cose che Gesù ci chiede sono letteralmente impossibili: amare i nemici, fare del bene a chi ci odia, porgere l’altra guancia, benedire chi ci maledice… Ci sforziamo di metterle in pratica, ma ci stanchiamo subito perché facciamo affidamento solo sulle nostre forze. Cos’è l'Eucaristia? È la Parola che Gesù ha detto e compiuto pienamente nella Sua vita e che ora ci dà a mangiare perché essa esprima in noi tutta la Sua forza e diventi per noi motivazione profonda a fare ciò che la Parola dice. Così cambia tutto! La vita cristiana non è “imitazione” di Cristo, ci limiteremmo a qualche ridicola scimmiottatura. È invece “partecipazione” al Suo Amore, alla Sua potenza, alla Sua stessa Vita. Come il tralcio che riceve la linfa dalla vite per portare frutti saporiti (cfr. Giovanni 15,1 ss.).
Ognuno di noi, ascoltando la Parola di Dio che diventa forza nell’Eucaristia può dire con san Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Galati 2,19-20). Ecco perché Gesù oggi indica in Maria il modello dell’ascolto. E le parole rivolte alla sorella Marta: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno» non sono un rimprovero perché Marta è impegnata nelle faccende di casa. Infatti lei stava preparando una bella cenetta per Gesù e i Suoi discepoli. E questo Gesù lo sapeva benissimo. Il dolce rimprovero piuttosto è concentrato in queste parole: «tu ti affanni e ti agiti per molte cose» mettendo così in evidenza qual è il male di Marta e nostro: non tanto il darci da fare per le cose concrete della vita, ma di fare le cose con affanno e agitazione!
Questo è il punto. Ciò che Gesù vuole guarire in noi è il continuo affannarci e agitarci e disperarci. Il nostro consegnare le nostre migliori energie solo alle “cose da fare” dimenticando che Gesù è sempre con noi. E se è vero che le cose materiali dobbiamo farle noi è altrettanto vero che Lui ci ispira, ci aiuta, ci sostiene, ci rigenera costantemente col Suo Amore. Ecco perché il primato va dato alla Parola, perché poi il nostro “fare” sia sostenuto da una forza diversa, da motivazioni più profonde.

Caro Gesù,
come sempre la Tua Parola
è medicina per i nostri mali.
Oggi vuoi guarirci dall’affanno e dall’agitazione
che accompagnano le nostre giornate.
Tu lo sai: spesso ci senti recitare, tutti,
come in un mantra: “siamo stressati!”.
Corriamo tutto il giorno come forsennati
e talvolta dimentichiamo perfino
“perché” e “per chi” corriamo!
E così arriva la sera, arriva sempre,
quella di ogni giorno e quella della vita,
e se facciamo una contabilità dei nostri giorni
ci accorgiamo che quasi tutti li abbiamo trascorsi
nell’affanno e nell’agitazione.
E ci siamo persi tanti momenti belli per questo!
Non ce li siamo gustati come avremmo dovuto.
Da dove dobbiamo ripartire?
Tu, Amico degli uomini
e senso primo ed ultimo dei nostri giorni
ci doni la medicina: l’ascolto della Tua Parola!
Che ci consegna il Tuo pensiero,
che ci insegna a dare il giusto valore ad ogni cosa,
che ci fa vedere le persone e il mondo come li vedi Tu!
Non vuoi fare di noi dei monaci,
ma uomini e donne del nostro tempo,
capaci di parlare con la Tua Parola
e di vivere con il Tuo cuore.
Saremo sempre coinvolti in mille cose da fare,
ma l’agitazione e l’affanno scompariranno
perché Ti sentiremo vicino, dentro le nostre giornate.
E scopriremo che ciò che cercavamo con tanto affanno,
l’amore, lo possediamo già in noi attraverso la Tua Parola.
E una nuova serenità
accompagnerà i nostri fragilissimi
e bellissimi giorni terreni.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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