5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

15 Febbraio 2024 - Giovedì

15 Febbraio 2024 - Giovedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 9,22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Il giorno dopo il Mercoledì delle Ceneri la liturgia propone subito l’annuncio della Pasqua: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto […] venire ucciso e risorgere il terzo giorno». E in vista di essa indica il cammino da seguire, ossatura di tutta la Quaresima: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua […]». Poi con pochissime parole Gesù ci fa scoprire il valore immenso della nostra vita: «Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina sé stesso?».
La Quaresima e, in realtà tutta la vita cristiana, ha il compito di liberarci dalle tante schiavitù che ci costruiamo nel corso della nostra vita. Sì, perché le cose, anche le più belle, passano, ma la vita dell’Uomo è per sempre perché siamo stati creati per la Vita eterna. Com’è possibile allora che spesso “perdiamo” o “roviniamo” la nostra esistenza perché la dedichiamo agli idoli, sprecando le nostre energie migliori per asservirci a realtà che sono passeggere e fugaci e che anziché darci la vita spesso finiscono per rovinarla.
Quali sono questi idoli? Quelli di sempre: innanzitutto il nostro “io” obeso e orgoglioso; poi il denaro, il successo, il potere, una sessualità disordinata, l’avidità delle cose… Cosa c’è sotto questo inganno? La paura della morte! E allora cerchiamo di riempire questa voragine interiore con l’illusione che le “sicurezze” terrene possano in qualche modo esorcizzare o rimuovere dalla nostra vita questa paura ancestrale.
Ecco allora l’esortazione potente di Gesù: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». Stupendo! È l’invito non tanto a rinunciare alla propria personalità, sarebbe impossibile e semplicemente assurdo. Gesù piuttosto ci invita a rinnegare la parte “malata” di noi stessi, quella che è al servizio degli idoli di cui parlavamo pocanzi per fare emergere la verità della nostra vocazione umana: essere figli di Dio al servizio gli uni degli altri; servizio che inizia nel momento stesso in cui rinunciamo all’egoismo!
E poi c’è un altro annuncio bellissimo ed incoraggiante: prendere la nostra croce ogni giorno e seguire Gesù! Guarda che differenza con le logiche del “mondo”! Mentre la cultura di oggi ti dice che per essere all’altezza delle aspettative (di chi!?! degli influencer?!?! dei pochi che manovrano le logiche del consumismo!?!) devi eliminare tutti i tuoi difetti e i tuoi limiti e le imperfezioni altrimenti sarai scartato, emarginato, escluso, Gesù ti dice invece che i tuoi limiti, difetti, imperfezioni, perfino i peccati non sono un ostacolo per essere Suo discepolo.
Tutto ciò a cui noi diamo il nome di “croci” non è un impedimento ad essere felici se seguiamo Gesù, se seguiamo l’Amore! È l’invito infinitamente delicato a fare pace con noi stessi. Perché la differenza non la fa ciò che ci accade (gli eventi che spesso chiamiamo “croci”), ma se in ciò che ci accade noi stiamo seguendo Gesù: allora avremo pace, forza, consolazione, perfino gioia profonda anche nelle lacrime: «Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati» (Matteo 5,4). Per liberarci da questo attaccamento tossico verso noi stessi Gesù ci offre ancora un’indicazione chiara: «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».
Non sarà mai l’attaccamento morboso a sé stessi la fonte della gioia e della pace del cuore. Sappiamo bene quanto l’egoismo sia causa di sofferenza per chi è lo è e per chi gli vive accanto. La Pasqua di Cristo ha ormai cambiato per sempre la logica umana: “perdere” la vita per amore (e in questo “perdere” si intende la ricerca del bene dell’altro, della felicità dell’altro, degli interessi dell’altro…) significa ritrovare la propria vera identità: figli di Dio e servi per amore!
A volte nella vita dobbiamo accettare di “perdere” qualche battaglia (i nostri punti di vista, i nostri gusti…) per far “vincere” l’amore, la comunione, l’unità, la vita! Pensa a quanto tutto questo sia vero non solo all’interno di una famiglia, ma anche dentro le relazioni umane di qualsiasi natura. È questo il modo quotidiano per fare “pasqua”, ossia il passaggio dall’uomo vecchio per «rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità» (Efesini 4,24).

Caro Gesù,
c’è poco da girarci intorno:
la Tua Parola è luce potente
e delicata al tempo stesso
che guarisce le nostre cecità;
è Medicina per le nostre malattie;
è un Bisturi che raggiunge le radici
dei nostri mali, per ridarci la gioia
di ritrovare noi stessi nella verità!
Quanto è bella la Tua Parola
che prima di indicarci la via per il Cielo
ci dice come vivere su questa Terra.
Sì, perché non sarà mai l’egoismo a renderci felici
e a farci diventare dispensatori di gioia!
Ci ritroviamo spesso spossati ed esauriti
nel vano tentativo
di tenere sempre tutto sotto controllo,
perché siamo schiavi delle paure;
di tutto e di tutti!
E invece Tu ci inviti a non avere paura
di “perderla” la nostra vita,
di “spezzarla” ogni giorno
in tanti piccoli gesti di carità
finalmente senza interesse,
senza attesa di ricompense.
Ci chiedi di fare “guerra” al nostro egoismo,
per fare “pace” con noi stessi!
Grazie Gesù, perché ci chiedi di seguirTi,
ma non ci chiedi di essere perfetti,
senza limiti e difetti.
Ci inviti piuttosto a prendere
il carico delle nostre imperfezioni
che non sono impedimento
per seguire i passi dell’Amore,
dovunque Esso ci voglia condurre.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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