5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

17 Luglio 2023 - Lunedì

17 Luglio 2023 - Lunedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - 10,34-11,1 -

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Ci troviamo di fronte a degli insegnamenti di Gesù che potrebbero lasciarci perplessi. Il Principe della Pace che dice: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada». La spada di cui parla Gesù non è ovviamente un’arma, ma la Sua Parola che taglia alla radice i nostri mali per guarirci e convertirci una buona volta all’amore del Padre. Spada dunque come un vero e proprio bisturi che in mano al nostro Medico incide le radici velenose dell’orgoglio, della lussuria, della superbia, dell’avarizia per innestarci nella vera vite che è Gesù stesso (cfr. Giovanni 15,1).
La pace di cui parla Gesù non è assenza di conflitti, ma si raggiunge dopo aver accettato la battaglia contro il nostro uomo vecchio ossia contro quella parte di noi stessi che vorrebbe “salvare” la propria vita con l’egoismo e l’autosufficienza. Questo è il punto: secondo la mentalità pagana – di ieri, di oggi e di sempre – “salvare” la propria vita significa pensare solo a sé stessi, cercare sempre e solo il proprio utile, servirsi degli altri come strumenti per raggiungere i propri scopi. Significa ancora cercare di riempire il vuoto insopportabile del pensiero della morte con il possesso quanto più possibile dei beni materiali, generando in noi un’avidità insaziabile che finisce sempre per indurire il cuore. Così si diventa insensibili ai bisogni degli altri! Ma se tagliamo le relazioni con gli altri fondate sull’amore, ci illudiamo di vivere, in realtà siamo già morti anche se vivessimo cent’anni.
E proprio sull’amore e sull’amare si concentra questo altro detto di Gesù: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me». A prima vista potrebbe sembrare l’espressione di un Dio che si sente in competizione con i nostri amori umani: come se dicesse: “Prima amate me e solo dopo gli altri». In realtà non è l’invito a misurare l’amore. Come si fa a capire se ami Dio più degli altri? Il detto va dunque tradotto così: “Amate gli altri con quell’amore che io dono a voi”. Non si tratta di “amare di meno” i nostri cari così poi rimane più energia per amare Dio! Dio invece sta dicendo di amare tutti con il Suo stesso Cuore che Lui è disposto a donarci.
Pertanto non si tratta di amare di meno, al contrario: si tratta di amare di più perché siamo resi partecipi dello stesso Amore col quale Gesù ma gli uomini. Così come l’invito a prendere la croce e a seguirlo non è l’invito a scegliere il dolore, la sofferenza, ma a prendere con sé l’amore con cui Cristo ha portato la Croce. Perché è l’Amore il mistero che siamo chiamati a conoscere e non il dolore, la sofferenza, la morte. Molti cristiani identificano la sequela Christi come un dover soffrire continuamente, mentre il Signore ci chiede di amare e gioire e vivere la vita donandola per amore. Questa è la via per il Cielo.

Caro Gesù,
è proprio vero che a volte
la Tua Parola ci sorprende e ci mette in crisi.
Suona strano sentire da Te parole come spada e guerra,
divisioni e litigi, perfino dentro casa.
Ci sembri talora un Dio geloso dei nostri affetti
e quasi quasi pensiamo: “ma come, prima ci doni
le persone da amare e poi ci chiedi di non amarle troppo?”.
Altre volte pensiamo che sei un distributore di disgrazie e di croci
e che se non le accettiamo ci castigherai senz'altro.
Ci accade solo perché abbiamo dimenticato chi sei Tu:
l’Amore fatto carne per abitare nel cuore e nelle case degli uomini;
l’Amore che si dona ad ognuno di noi
perché possiamo amare di più i nostri fratelli;
l’Amore che non getta le croci sulle nostre spalle fragili,
ma che porta il limite e il dolore dell’Umanità
nel Suo Cuore piagato per liberarci dal peso del peccato
e del non-senso della vita;
l’Amore che accetta di perdere per guadagnare qualcuno;
l’Amore che fa del donarsi la regola d’oro
per ritrovarsi moltiplicato e sempre nuovo;
l’Amore che accetta di “morire per amore”
perché ha il potere di riprendere di nuovo la Vita
per donarla ai Suoi amici;
l’Amore immenso e misericordioso
che sa dare valore infinito
perfino ad un semplice bicchiere d’acqua.
Aiutaci a ricordarlo spessi Chi sei Tu!
E avremo un’idea più chiara anche di noi stessi
e del perché siamo sulla Terra:
per lasciarci amare da Te e amare Te e ogni prossimo
con il Tuo stesso Cuore.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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