5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

17 Ottobre 2023 - Martedì

17 Ottobre 2023 - Martedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 11,37-41

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

«Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro». Ancora una volta Gesù indica qual è la strada maestra per vivere come veri figli di Dio: il nostro cuore!
Mentre noi ci affanniamo a “fare” tante cose, anche per Dio, Lui ci rimanda ad un’altra dimensione, quella dell’“essere”. Mentre noi, spinti da una cultura potentemente edonistica e narcisista, ci preoccupiamo dell’immagine esteriore che diamo di noi, Gesù ci invita a prenderci cura del nostro cuore, della nostra interiorità, per raggiungere quella sorgente – la nostra coscienza – dove siamo chiamati a vivere la nostra relazione fontale e filiale con Dio! Mentre noi ci sentiamo a volte costretti ad indossare delle “maschere” perché non ci accettiamo o non ci sentiamo accettati dagli altri così come siamo, Gesù ci invita a guardarci dentro per scoprire quello stupendo essere immagine e somiglianza del Dio Amore che si riflette in noi e al di fuori di noi non solo attraverso la nostra fisicità (spesso così problematica per noi e per gli altri), ma soprattutto attraverso i nostri gesti, le parole, le scelte, l’orientamento fondamentale della nostra vita.
Preferire l’ostentazione esteriore alla conversione del cuore ci merita il forte rimprovero di Gesù: “Stolti!”. La stoltezza consiste nel non essere capaci di discernimento: scambiare il male con il bene, la luce con le tenebre. Essere stolti si potrebbe condensare in queste espressioni: illudersi di credere, essere convinti di credere, “credere” di credere, mentre invece la nostra vita concreta è una denuncia della nostra mancanza di fede e di conversione. La stoltezza come atteggiamento umano e spirituale ha la sua fonte nel peccato originale.
La prima stoltezza dell’uomo è consistita nel permettere al Maligno di aiutarci a costruire un’immagine sbagliata di Dio. La seconda stoltezza fu poi quella di nascondersi da Dio perché la paura e la sfiducia avevano preso possesso del cuore umano. La terza stoltezza, figlia delle prime due, consiste nel sentirsi auto-sufficienti, capaci di farcela da soli; è il fondamento della pretesa di potere fare a meno di Dio, pretesa quanto mai attuale dall’Illuminismo ai giorni nostri.
Ecco perché la Chiesa all’inizio del cammino quaresimale ci ricorda con materna seppure austera sapienza che “polvere siamo e polvere torneremo”, quasi a voler ricordare all’uomo di ogni tempo la sua radicale “inconsistenza” se pretende di interrompere il rapporto filiale con Dio Padre. Qual è la medicina? La Parola di Dio che accolta e pregata ci insegna a riconoscere il volto del vero Dio; i Sacramenti della Chiesa che ci fanno fare esperienza della grazia di Dio; la vita di carità che deve essere il fondamento di ogni nostro atto religioso.
Mettiamoci dunque al lavoro sul nostro cuore perché purificato dalle false immagini di Dio che ci siamo costruiti possiamo camminare alla Sua sequela certi di seguire l’Amore che ci realizza nel tempo e per l’eternità.

Caro Gesù,
la Tua Parola oggi
è davvero medicina
per il nostro tempo post-moderno.
Lo sai che siamo costantemente proiettati fuori di noi,
poiché viviamo una vita esposta
ai villaggi globali dei social.
Lo sai che siamo indotti
a curare moltissimo il nostro aspetto esteriore,
e non è un male, certo!
Solo che così corriamo il rischio
di essere meno liberi perché condizionati
dai giudizi degli altri, spesso taglienti,
spesso presuntuosi perché vorrebbero farci vivere
come vogliono loro, sapendo poco o nulla
di chi siamo davvero noi.
Già, chi siamo veramente?
Almeno Tu ci conosci!
Sì, perché si può conoscere qualcuno
solo se lo si ama. E Tu ci ami!
E oggi ci doni la medicina efficace
per le nostre crisi d’identità:
imparare a guardarci dentro,
non avere paura di essere veramente noi stessi,
toglierci tutte le maschere indossate
per paura degli altri e… di noi stessi.
Ci inviti a fare quel viaggio così difficile
– eppure solo trenta centimetri –
dalla testa al cuore, per (ri)scoprire
la verità di noi stessi:
figli e figlie, fragili e deboli, sì,
ma creati dall’Amore per amare.
Perché solo quando viviamo col cuore in mano
riusciamo a gustarci la vita,
riusciamo ad essere veramente noi stessi.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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