5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

27 Gennaio 2024 - Sabato

27 Gennaio 2024 - Sabato

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Marco – Mc 4,35-41

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Potremmo dare una chiave di lettura generale a questo brano, valida per tutti: non importa dove ti trovi e cosa stia accadendo nella tua vita, la cosa fondamentale è che Gesù sia con te! E non importa neanche se sembra che “dorma” cioè che non intervenga nelle situazioni che stiamo vivendo: la cosa fondamentale è che Gesù sia con te! Nella barca della tua vita!
E altra cosa importante è che Lo prendiamo “così com’è” e non come noi vorremmo che fosse: un Dio tappabuchi che interviene a comando che ci risolve tutti i problemi che sbaraglia i nostri nemici… Così com’è! Già, e chi è Costui? È la domanda dei discepoli che, dopo il miracolo, si interrogano sull’identità di Gesù. E Gesù da bravo medico individua subito la radice delle nostre paure: la mancanza di fede!
Per molti avere fede significa credere che Dio esiste e siccome ci ama ed è nostro Padre allora non deve accaderci nulla di male, nessuna sofferenza, nessun problema, nessun intoppo nei nostri progetti… Compendiamo bene che una fede di questo tipo verrà facilmente meno e sarà presto delusa perché Gesù non ci libera “dalla” sofferenza, ma “nella” sofferenza; non ci libera “dalla morte”, ma “nella” morte. Lui è il Dio-con-noi e in noi!
Avere fede allora non significa solo “credere che Dio esiste”, ma significa credere che Lui è in me e agisce per me anche quando sembra che “dorma”. I “silenzi” di Dio sulle nostre preghiere o sulle nostre attese non sono il segno della Sua indifferenza. Come dicevamo all’inizio, non importa se agisce o non agisce: l’unica cosa veramente importante è che io sia con Lui, mi fidi di Lui, a prescindere da ciò che accade. Il suo “dormire” sulla barca rimanda già alla Sua morte e il Suo risvegliarsi alla Sua risurrezione. Dorme per scendere dentro il nostro sonno della morte ed essere “con noi” anche nel momento estremo della nostra vita.
Per cui possiamo dire che il Suo apparente “non agire” è la massima azione a favore nostro: dorme per essere con noi anche nella valle oscura della morte. Ecco perché la questione in ballo non è ciò che ci accade, ma se in ciò che ci accade abbiamo la vera fede, quella che ci fa dire, seppure talvolta con le lacrime agli occhi: “Signore, non capisco, ma mi fido di Te!”. E possiamo non fidarci di Qualcuno che è morto e risorto per noi?

Caro Gesù,
spesso la traversata della vita
è minacciata da tempeste che ci fanno tanta paura.
E anche se siamo sbruffoni
e ci illudiamo di controllare qualsiasi tempesta,
in realtà sappiamo che la barca della nostra vita
è molto fragile! Troppo!
Ma niente è impossibile
se Ti abbiamo permesso di salirci su.
E poi ci mostri la radice di tutte le nostre paure:
la mancanza di fede.
Pensiamo spesso
di essere abbandonati a noi stessi,
di non poter contare su nessuno,
perché non abbiamo capito
o non crediamo abbastanza
che Tu sei davvero con noi
e in noi, sempre!
Aumenta la nostra fede, Gesù!
Quando si alzano i marosi dell’incomprensione
in famiglia o con gli amici,
grida ancora al nostro mare agitato:
«Taci, càlmati!».
Quando si alzano minacciose
le onde delle difficoltà della vita
e non riusciamo più a vedere l’orizzonte
della speranza, grida ancora:
«Taci, càlmati!».
Quando le onde infide della solitudine
e del non sentirci amati
vorrebbero farci affogare nella disperazione,
grida ancora: «Taci, càlmati!».
Quando i pensieri, le paure, gli affanni
diventano tsunami travolgenti e devastanti
e ci verrebbe voglia di mollare tutto,
grida ancora: «Taci, càlmati!».
Quando la vita ci fa piangere
e le nostre lacrime diventano onde più alte di noi,
grida ancora: «Taci, càlmati!».
E capiremo che l’unico mare
nel quale possiamo navigare sicuri
è il Tuo Amore per noi.
E potremo finalmente dire, col poeta:
“e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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