5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

30 Maggio 2026 - Sabato

30 Maggio 2026 - Sabato

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Nei Vangeli per ben 222 volte Gesù pone delle domande ai suoi interlocutori. Questa mattina ne abbiamo un esempio. Sarebbe interessante vederle una per una queste domande che, rilette in preghiera, diventano terapeutiche per la nostra vita. La domanda di oggi per esempio mette in crisi coloro che lo interrogano sulla Sua identità e siccome lo fanno solo per provocarlo, Gesù non risponde! Interessante questo atteggiamento che dice a noi oggi: se cerchiamo la Verità, Gesù si farà sempre trovare, ma se “usiamo” il rapporto con Lui per cercare le “nostre” verità, Lui si nasconderà fintanto che non cambieremo atteggiamento. La domanda che gli viene posta oggi è questa: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». C’è in gioco “l’autorità” di Gesù. In altri brani del Vangelo ci viene raccontato che i Suoi ascoltatori erano stupiti del Suo insegnamento perché «insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi» (Marco 1,22). Per comprendere bene la questione sull’autorità dobbiamo andare alle due radici latine di questa parola. La prima è: auctor che significa “principio”, “origine” e rimanda alla funzione paterna/materna nella trasmissione della vita. Gesù ha autorità perché come Figlio di Dio è la Vita e comunica la Vita, è la fonte della Vita vera, quella che non può finire, neanche con la morte. Ha autorità perché con il Padre e lo Spirito è il Creatore dell’Universo e dell’Uomo per cui la Sua autorità è espressione del Suo Amore per noi. Ecco perché stupiva i Suoi ascoltatori. Inoltre nel nostro vissuto umano spesso la parola autorità è accompagnata da un’altra parola che per noi diventa affascinante e pericolosissima: la parola “potere”. Chi ha autorità esercita anche un potere, solo che spesso esso si manifesta con il sottomettere gli altri, accompagnando questa sottomissione con le umiliazioni e il disprezzo. Ahimè, spesso tra noi uomini è così. Non è così per Gesù: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Marco 9,35). Dunque nell’autorità della Sua Parola noi ritroviamo la nostra vera identità di figli! La seconda radice della parola autorità è: augere che significa “aumentare”. Chi ascoltava Gesù e chi oggi permette alla Sua Parola di farsi carne nella propria vita sente aumentare in sé, crescere a dismisura la considerazione agli occhi di Dio! Gesù fa crescere in noi il senso della nostra dignità, della nostra appartenenza al Dio Amore. Sentiamo di non essere sulla Terra per caso, ma ognuno di noi è frutto di un Pensiero di Dio, di un Suo progetto. Ognuno di noi sentiamo di dovere esserci in questo mondo perché chi-amati da Dio! Questo fa crescere in noi la gioia, la serenità pur nelle tribolazioni, la pace. Questo ci fa prendere coscienza che se siamo figli di Dio, allora anche noi abbiamo un “potere” straordinario che non è quello di sottomettere gli altri o di angariarli a motivo della nostra posizione. Al contrario, questo potere di essere figli di Dio ci permette di vivere fino in fondo il comandamento dell’amore. Sì, perché è il potere di amare perfino i nemici, di perdonare 70 volte 7, di porgere l’altra guancia, di benedire chi ci maledice, di fare del bene a chi ci odia. È lo stesso potere dell’Amore di Dio e che Dio ci partecipa attraverso il Battesimo perché ci immerge nella Vita del Figlio.

Caro Gesù,
Tu sai quanto ci affascina
la parola “autorità”.
Sai quanto la temiamo
se la possiedono gli altri
e quanto la desidereremmo
per la nostra vita.
E sai molto bene
anche quanto sia pericolosa
se essa non affonda le radici
nel Tuo Amore.
Infatti ci insegni
che nella grammatica evangelica
l’autorità esprime solo un servizio per amore dell’Amore.
Tu stesso lo hai detto:
«Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo di tutti
e il servitore di tutti».
Grazie Gesù perché
se Ti accogleremo
nella nostra vita
sentiremo crescere in noi
un potere straordinario:
quello di amare tutto e tutti,
amici e nemici,
perfino il dolore.
Il potere di perdonare 70 volte 7,
di porgere l’altra guancia,
di fare del bene a chi ci odia,
di pregare per i nostri persecutori,
di benedire chi ci maledice.
È quella autorità bella,
libera e liberante
che fa di ognuno di noi
un testimone credente
e credibile dell’Amore
e che trasforma la nostra vita
in una diaconia gioiosa,
al servizio di Dio e dei fratelli,
rivelando in pienezza
la nostra identità:
figli di Dio amati,
da sempre e per sempre,
creati solo per amore e per amare.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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