Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!
Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,30-35
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Siamo sempre dentro il grande discorso fatto da Gesù a Cafarnao dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (cfr. Giovanni 6,5-13). Segno certamente di grande effetto: cinquemila persone sfamate gratuitamente grazie alla compassione che Gesù ha provato per loro. E nonostante questo segno potente ed evidente il Vangelo di oggi inizia così: «la folla disse a Gesù: “Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?”». Non siamo affamati solo di pane, ma anche di segni… Eppure Gesù era già conosciuto non solo come un profeta, un affascinante rabbino, ma anche come un taumaturgo. Basterebbe rileggere questo versetto del Vangelo di Marco che sintetizza una giornata-tipo di Gesù: «Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni» (1,32-34). Nonostante ciò la folla chiede ancora segni! Eppure ha appena assistito al miracolo della moltiplicazione dei pani, dei quali fra l’altro ne ha usufruito abbondantemente… Ma chiede ancora segni… Siamo sicuri che noi discepoli del terzo millennio siamo fuori da questa tentazione? Siamo sicuri che la nostra relazione con Gesù sia libera dalla fame dei segni? Eppure quanti segni lungo questi duemila anni di cristianesimo, quanti Santi e quante opere e quante testimonianze hanno accompagnato il cammino della Chiesa… Gesù prova a spiegare che il segno della manna con la quale Dio aveva sfamato il popolo ebreo nel deserto (cfr. Esodo 16,1-36) era un modo per mostrare l’attenzione e la compassione di Dio che si fa Provvidenza verso il Suo popolo. Era il “segno” che Dio provvede alla “fame” del Suo popolo in ogni tempo. Ma la folla (e forse anche noi dentro questa folla) si ferma alla materialità del segno e fa fatica ad alzare lo sguardo verso quel Cuore che dispensa quel pane materiale, verso quella Paternità amante che provvede alla “fame” non solo di cibo, ma di vita che abita le nostre esistenze. Per questo, durante le Tentazioni nel deserto Gesù risponderà deciso al Maligno: «“Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”» (Matteo 4,3-4). Gesù prova ripetutamente lungo il Vangelo di Giovanni a farci fare il passaggio dal livello “materiale” della vita a quello “spirituale”, dove per “spirituale” non si intende tutto ciò che non ha consistenza come per esempio le idee, le emozioni, i pensieri… Assolutamente no! Per “spirituale” dobbiamo intendere tutto ciò che, pur essendo materiale, ci ricorda Dio, ci mette in comunione con Dio! Il mondo e le realtà create, se vissute con gli occhi del cuore purificati dal collirio della fede e della carità, sono il “sacramento” che ci mette in comunione con Dio e ci rende grati per tutti i Suoi doni. In fondo il peccato è proprio questo: servirsi di ciò Dio ci ha donato vivendo solo il dono fine a sé stesso e non cercando il Donatore! Ecco perché Gesù dice: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Dio si è servito di Mosè per sfamare il popolo nel deserto, ma tutto ciò è “segno” appunto della Provvidenza con la quale Dio Amore provvede alla vita degli uomini che sono tutti Suoi figli! Infatti Gesù sottolinea che esiste «il pane dal cielo, quello vero… e dà la vita al mondo». Il pane materiale nutre la nostra esistenza terrena, ma non può darci la Vita. Questa è dono solo di Dio e che Dio ha fatto gratuitamente all’Umanità attraverso l’Incarnazione e la Pasqua del Figlio: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,16). Comprendere questo significa sentirci destinatari e portatori di una Vita che non finisce perché è la Vita di Dio in noi, la Vita eterna, che inizia già qui sulla Terra col Battesimo. Ecco perché Gesù afferma: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». Il cibo materiale ci sfama per qualche ora e poi dobbiamo mangiare ancora e ancora fino alla fine della nostra vita. Invece il Pane di Vita che è Gesù e che Lui ci dona nell’Eucaristia “spegne” la nostra fame di vita e di senso, di cibo e di amore perché ciò che Lui ci dona è eterno, perché Lui è vero cibo e vera bevanda per la salvezza del mondo.
Caro Gesù,
a volte mi chiedo
come fai a sopportare
la mia incredulità,
le mie sfacciate mancanze di fede
e di fiducia verso di Te.
Forse perché mi lascio guidare
solo dalla fame di cose materiali,
che riempiono pancia e cuore,
ma solo per poco,
lasciando poi il posto
a voragini senza fondo
che diventano fonti
di angosce ed inquietudini.
E Tu con pazienza infinita
mi inviti ad alzare
lo sguardo del cuore
verso di Te, Pane vivo e vero,
Profumo del Libano
che ha vinto il tanfo della morte,
Segno indistruttibile dell’Amore del Padre,
Ponte sicuro che raggiunge
la mia fame più profonda:
di pace e di amore,
di vita e di senso,
di amicizia e di gioia.
Ogni lode a Te Gesù perché
senza farmi trascurare l’importanza
delle cose materiali e “terrene”
me le restituisci come Segno e Sacramento
dell’Amore Tuo e del Padre
e facendomi sentire amato alla follia
mi aiuti a vivere
questo pellegrinaggio terreno
pronunciando costantemente
una parola: grazie!
Segno che finalmente ho capito
che solo Tu sei Fonte inesauribile
di tutto ciò che mi rende
autenticamente felice.
Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

