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Il miracolo più grande

Il miracolo più grande

Un volto luminoso. Raggiante di dolcezza. Due mani aperte. Espressione di perdono e misericordia. Che offrono un dono immenso: la possibilità di ricominciare. Di rinascere a vita nuova. E il cuore si apre. Dice il suo sì. Una, due, infinite bende cadono dagli occhi. Entra la luce. E la vita vera ha inizio. Ecco l’esperienza di due uomini di Dio. Il grande s. Paolo: da accanito persecutore ad apostolo instancabile di Cristo. E Alfonso Ratisbonne: da ebreo non praticante, cinico denigratore della religione cattolica, a fervente sacerdote, innamorato di Maria. Quest’anno la Provvidenza ha racchiuso in un unico giorno di grazia questi due eventi straordinari. Storie di conversione. Sì, perché la conversione di un cuore umano è il più grande miracolo che possa avvenire sulla Terra.

A questo miracolo, trionfo della misericordia sulle tenebre del male, ci siamo preparati proprio esaltando, celebrando, adorando la Divina Misericordia. Nella Seconda Domenica del Tempo Ordinario, un fiume di fedeli ha riempito la nostra cappella. Per lasciarsi raggiungere, guarire, rinnovare dal Fiume della misericordia di Dio. Attraverso la Messa solenne e l’Adorazione, con il canto della Coroncina. Cuori assetati che si aprono all’amore trasformante di Dio. Per riprendere il cammino con nuove riserve d’amore, da riversare su ogni fratello.

Una giornata resa più bella dalla presenza di tanti amici. Il gruppo di preghiera dell'Immacolata (RC), che si è lasciato formare da sor. Annamaria attraverso una catechesi sulla presenza di Maria nel Cenacolo, Madre e Maestra della Chiesa nascente. E poi la parrocchia “Santissimo Redentore” proveniente da Palizzi Marina, con il parroco don Leone Stelitano. Con gioia e stupore i pellegrini hanno scoperto la Cittadella, in cui ogni angolo parla al cuore per richiamarlo a conversione. Conversione dello sguardo: dall’io a Dio, dalle contraddizioni dell’umano alla luminosa bellezza di Dio.

Una bellezza che si rivela in mille modi. Tra questi, c’è il sacramento del matrimonio. Che, se vissuto in pienezza, diventa un grande miracolo: il miracolo dell’amore di Dio per l’umanità che si manifesta nell’amore imperfetto tra un uomo e una donna. Ce l’ha ricordato sor. Katia Arillotta nell’incontro mensile di “Nozze di Cana”. Tra Scrittura, Magistero della Chiesa e un bellissimo canto del Gen Verde, abbiamo riscoperto che la santità nel matrimonio è possibile!

E la dimostrazione più credibile sono state le testimonianze di alcune coppie. Che ci hanno raccontato le loro storie di sofferenza. Storie di conversione. Storie di morte e resurrezione. Dopo le condivisioni in gruppi e in plenaria, a coronare la giornata è stata la s. Messa. In cui p. Antonio ci ha parlato di una santità possibile. A partire dalla nostra umanità ferita. Illuminata però dalla fede. Che è “il primo passo indispensabile per la santità di coppia. Perché solo la fede mi aiuta a vedere nell’altro la presenza viva di Dio. È la stessa fede che ci fa vedere nel pane nel vino consacrato il corpo e Sangue di Cristo”. E per concludere, un’allegra agape fraterna. In cui ci siamo sentiti, ancora una volta, famiglia!

Il 20 gennaio è il giorno del Miracolo: la prodigiosa e istantanea conversione di Ratisbonne a s. Andrea delle Fratte davanti all’apparizione dell’Immacolata. Ma anche un altro miracolo. Che riguarda direttamente la nostra Fraternità. Un miracolo avvenuto esattamente 10 anni fa: l’approvazione della nostra comunità da parte della Chiesa. Che ha riconosciuto i due Istituti Religiosi di diritto diocesano: i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle dell’Immacolata. In quell’occasione, venti consacrati hanno professato i voti perpetui. Una memoria che quest’anno si carica di una speciale valenza simbolica. Perché segue immediatamente il nostro Giubileo, celebrato nel 2025. E ci stimola ad un rinnovato e sempre più gioioso impegno. Per servire la Chiesa secondo le caratteristiche specifiche del nostro carisma.

Come da tradizione, è nella domenica successiva al 20 gennaio che festeggiamo con solennità questo evento. E proprio nel nostro decimo anniversario, ecco la provvidenziale coincidenza: il 25 gennaio, memoria della conversione di s. Paolo. Che per l’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, di fondazione paolina, è solennità. Che bello poter unire la gioia del nostro pieno inserimento nella Chiesa locale con la preghiera per la nostra diocesi! Il pomeriggio di preghiera è iniziato con un commovente filmato sulla conversione di Ratisbonne. Numerosissimi i punti di contatto tra i due convertiti. Entrambi ebrei. Entrambi persecutori convinti della Chiesa. Entrambi folgorati da una luce: “Una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me” (At 22,6), racconta Paolo.

E Alfonso: “Cercai varie volte di alzare gli occhi verso la santissima Vergine, ma la riverenza e lo splendore me li facevano abbassare”. Una luce che per entrambi ha effetti dolorosi e insieme liberanti. Paolo ne viene accecato, e più tardi sentirà uscire come delle squame dagli occhi (At 9,18). Alfonso sperimenterà il dolore di una benda strappata: “La benda mi cadde dagli occhi; non una sola, ma tutta la moltitudine di bende che mi avevano avvolto, scomparvero”. Entrambi vengono trasformati dall’incontro con la misericordia. Paolo incontra l’amore di Cristo che non lo giudica, anzi, lo lancia subito nella sua nuova missione (cfr. At 22,17-21). Alfonso vede nelle mani dell’Immacolata “l’espressione del perdono e della misericordia”.

Infine, per entrambi il sigillo della conversione sarà il Battesimo. Paolo viene raggiunto dal sacerdote Anania, che lo accoglie con amore, chiamandolo “fratello”, e gli dice: “E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome” (At 22,16). La stessa urgenza di immergersi nelle acque di salvezza la sentirà Alfonso. La prima cosa che chiederà all’amico Teodoro sarà di essere battezzato. Cosa che avverrà dopo pochi giorni dall’apparizione.

Ed è proprio con la memoria del Battesimo che abbiamo iniziato la solenne celebrazione. Siamo stati aspersi con l’acqua di Lourdes, portata da alcuni pellegrini. Un’acqua che la Santa Vergine fece sgorgare per la guarigione non solo fisica ma anche spirituale: “Andate a lavarvi alla sorgente e bevete l’acqua. Pregate per la conversione dei poveri peccatori”. Così aveva detto alla piccola Bernadette.

Nell’omelia p. Francesco ha orientato la nostra attenzione su alcuni particolari dell’apparizione: il silenzio di Maria, che parla solo con i gesti. Il ruolo decisivo della Medaglia Miracolosa, vero e proprio sacramentale, che Alfonso indossava senza fede ma accompagnato segretamente dalla preghiera di tanti. Bella anche la presenza, in questa domenica speciale, del Gruppo scout Masci Villa san Giovanni 1, venuti a trascorrere una giornata di preghiera e condivisione.

Il miracolo, una volta visto, udito, toccato… va gridato! Va annunciato, va condiviso con tutti. Perché tutti entrino nella gioia della salvezza. Ecco allora che la nostra Fraternità si fa missionaria. E porta per le parrocchie della diocesi il miracolo della santità. Una santità giovanissima, che sa di freschezza e ferialità. Quella di Carlo Acutis. Sempre più fitti gli appuntamenti che parroci e fedeli chiedono a questo piccolo grande santo. Per conoscerlo meglio. E imparare ad imitarlo. Per vivere “non da fotocopie ma da originali”, come ripeteva spesso. Da S. Maria delle Grazie in Sambatello a s. Agostino, fino alla Madonna dell’Arco, Carlo ha portato ovunque il profumo della sua gioia. Calorosa l’accoglienza dei vari parroci, specialmente dei padri Scalabriniani, tra cui p. Gabriele Bentoglio, ex Vicario Diocesano per la Vita Consacrata.

E la missione continua! Perché continuano i miracoli. Il miracolo della speranza. Capace di sbocciare perfino nell’inferno dei campi di concentramento. Grazie a tante vite donate per amore. Il nostro s. Massimiliano M. Kolbe, accanto all’ebrea Edith Stein, divenuta s. Teresa Benedetta della Croce, sono stati i protagonisti nella Giornata della Memoria, il 27 gennaio. P. Pasquale Triulcio, p. Gaetano Lombardo e sor. Francesca Schiavone, si sono messi in dialogo con gli studenti del Liceo Classico Campanella e dell’Artistico Preti-Frangipane di Reggio Calabria, su invito del Dirigente Scolastico Lucia Zavettieri, grazie alla collaborazione delle docenti Laura Venniro (religione) e Teresa Iacopino (storia e filosofia). Per proporre luminosi modelli di umanità e solidarietà, in un mondo sempre più dominato da sopraffazione e violenza.

Sì, il miracolo continua! E può continuare a compiersi anche nella nostra vita, se lo vogliamo. Perché, come ci ha ricordato p. Santo Donato, “anche quando cadiamo nella fossa, il Signore ci lancia sempre delle corde per poter risalire e vedere nuovamente la luce. Sta a noi scegliere se aggrapparci a quella corda o no”. S. Paolo, patrono della nostra diocesi, ci aiuti in questo cammino di costante conversione. Perché ogni giorno, lasciandoci trasformare dalla grazia, possiamo compiere, tra le pieghe della nostra vita quotidiana, il miracolo più grande: il miracolo silenzioso e potente dell’Amore.

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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