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Torna al Padre!

Torna al Padre!

Siamo una generazione di orfani. Abbiamo tolto di mezzo la paternità in tutte le sue forme. La nostra società soffre terribilmente per la mancanza di padri. Ed ecco che ci viene incontro lui. Sorriso luminoso. Braccia forti, abituate al lavoro. Capaci di sostenere e accompagnare. Mani tenerissime, capaci di accarezzare e curare. È Giuseppe di Nazareth. Sin dall’eternità pensato da Dio per una missione: essere padre.

La Quaresima è tempo di ritorno al Padre. Ma che volto ha questo Padre? Per il peccato originale, l’immagine di Dio è ferita, distorta in noi. Rischiamo sempre di pensare a Dio come un tiranno geloso della nostra felicità (cfr. Gen 3,4-5). E allora viene a noi Gesù, il Figlio. A restituirci la vera immagine di Dio: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14,9). Ma Gesù stesso sulla Terra ha voluto avere un padre. Lui, nostro Fratello, ha chiamato Giuseppe di Nazareth “Abbà”: Papà!

È un aspetto di s. Giuseppe su cui poco riflettiamo. La ricca formazione del nostro Fondatore, p. Santo, ci ha aiutato a riscoprire i molteplici riflessi luminosi di questo grandissimo santo. Grazie a un Triduo di catechesi serali, arricchite da un confronto e un dibattito di fraternità. A partire da s. Giuseppe come uomo chiamato alla castità. Uomo dello “Shemà”: “Ascolta, Israele!” (Dt 6,4). Primo discepolo di Gesù e di Maria. Custode della s. Famiglia. Patrono della buona morte. Per concludere col titolo che ricapitola e dà unità a tutta la sua persona: uomo profondamente innamorato! Innamorato di Gesù, di Maria, della sua missione.

Per culminare nella Messa solenne del 19 marzo. In cui p. Santo è tornato sul tema della paternità: “Prima di essere lo sposo dell’Immacolata, il custode della sacra famiglia, San Giuseppe è nato, ha avuto da Dio un dono: il dono di essere papà. Ha ricevuto il dono più grande: essere sulla Terra il riflesso della paternità del Padre eterno”. E allora, se facciamo fatica ad accogliere l’idea di Dio come Padre, guardiamo a s. Giuseppe. E ci sarà più facile continuare il nostro percorso quaresimale di ritorno al Padre!

Se il 19 marzo è la festa del papà, per la nostra Fraternità la gioia si moltiplica. Perchè celebriamo in particolare due padri: p. Francesco Iermito e p. Francesco Vivona. Che ricordano la loro ordinazione sacerdotale. Chiamati a crescere sempre più nella paternità spirituale a beneficio di tante anime.

Padri e madri. Questa la vocazione dell’uomo e della donna nel progetto di Dio. Una paternità e maternità che si soprattutto nella famiglia. Ecco perchè alla Cittadella dell’Immacolata curiamo con particolare amore la formazione degli sposi cristiani. Oggi tanto esposti all’azione subdola del Maligno. Che tende a dividere, allontanare, sedurre con false idee di libertà. Su questo abbiamo riflettuto nell’incontro quaresimale di “Nozze di Cana”.

P. Antonio Carfì, attraverso una ricca catechesi sull’azione specifica del demonio a danno delle famiglie, ha offerto alle coppie strumenti concreti per combattere. E uscire dalla battaglia vittoriosi, forti del trionfo pasquale di Cristo. Di cui abbiamo fatto esperienza concreta nella celebrazione eucaristica. Nutrimento e arma potentissima per continuare il combattimento sul “campo” della vita quotidiana.

Una paternità che guarisce. Libera. Chiama dalla morte alla vita. È quella di Gesù. Che nella Quinta Domenica di Quaresima si presenta come il Signore della Vita: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). La ricca catechesi di p. Santo si è soffermata versetto per versetto sullo splendido Vangelo della resurrezione di Lazzaro. Fino al momento culminante: “Lazzaro, vieni fuori! (Gv 11,43) Qual è il tuo sepolcro? Quello costruito dal demonio e dal peccato. Noi siamo questo Lazzaro nel sepolcro. E che cos’è la Quaresima? Sperimentare un Gesù che viene a tirarci fuori dal nostro sepolcro. E la Pasqua è la primavera. Quel seme che marcisce per fiorire a vita nuova”.

Anche p. Francesco ha osservato che “per risorgere a vita nuova bisogna passare attraverso la croce”. Ecco perchè dopo la Messa vespertina abbiamo vissuto un intenso momento di preghiera, che anticipa la drammatica bellezza del Venerdì Santo. Gli Israeliti nel deserto guarivano dal veleno dei serpenti volgendo lo sguardo al “serpente di bronzo” (cfr. Nm 21,4-9). Così anche noi abbiamo fissato i nostri occhi sul Crocifisso. Chiedendogli di guarirci dal veleno dei nostri peccati. Chiedendogli di credere fermamente in un Dio che è Padre. E che non esita a sacrificare il suo unico Figlio per salvare tutti noi (cfr. Rm 8,32).

E in quel “Vieni fuori!” che Gesù grida a Lazzaro, c’è anche tutta la bellezza della nostra missione. Che è un incessante uscire da noi stessi, dalle nostre morti, per gridare a tutti la bellezza della vita nuova che Dio ci ha donato. Innanzitutto aprendoci all’accoglienza.

E numerosi sono stati i gruppi alla Cittadella in questi giorni! Il gruppo Alos, accompagnato dalle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore; gli Scout di Ravagnese (“Nuova Strada” FSE RC 6); alcune Comunità del Cammino Neocatecumenale di Palmi. Ma anche un numeroso gruppo proveniente da Vibo Valentia, guidato dal parroco don Giuseppe Gagliano (parrocchia Spirito Santo), che ha concelebrato nella Messa domenicale del mattino.

Anche alcuni studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria hanno varcato per la prima volta i cancelli della Cittadella. Sperimentandone la bellezza: il calore dell’accoglienza, la ricchezza della catechesi di p. Antonio Carfì, l’intimità con Gesù nell’Adorazione. Il tutto guidato dai loro compagni di classe: fr. Filippo, sor. Adele e sor. Uberta.

Ma anche alcuni gruppi provenienti dalle nostre parrocchie hanno scelto di vivere una giornata di ritiro in preparazione alla Pasqua. Le famiglie della parrocchia “S. Gaetano da Thiene” di Melia, accompagnati dal nostro p Pasquale Triulcio. E i Giovanissimi della parrocchia s. Maria degli Angeli di Porelli (Bagnara Calabra), che hanno scoperto la croce come sorgente di amore vero. Grazie a momenti di riflessione e attività guidati dalle catechiste e da fr. Giuseppe Oliveri e sor. Carla. Per concludere con l’adorazione eucaristica e le confessioni.

E l’annuncio si diffonde anche attraverso la missione. Che continua, in tante parrocchie, attraverso una presenza che sa di primavera, di eterna giovinezza, di resurrezione: quella di s. Carlo Acutis. Ad accoglierci la parrocchia del nostro p. Pasquale Triulcio, a Melia (parrocchia s. Gaetano da Thiene). Festosa soprattutto l’accoglienza di bimbi e ragazzi delle scuole, accompagnati dai docenti. Ottima la preparazione di tutti gli alunni, che hanno presentato diversi aspetti della vita di s. Carlo con originalità e precisione.

Ci siamo sentiti in famiglia anche a Limbadi (Vibo Valentia), con don Cosma Raso, gemello del nostro fr. Salvatore. Pienissima la Chiesa matrice dedicata a s. Pantaleone. E dopo la Messa solenne, un piccolo pellegrinaggio fino alla Casa della Carità, fondata da s. Francesco Mottola. Ancora una volta, un incontro tra santi! Ad accoglierci con gioia le Oblate del S. Cuore. Viva la commozione sui volti degli anziani nel venerare la reliquia del nostro giovanissimo santo!

E all’insegna della carità anche la missione a Polistena. Don Salvatore Tucci ci ha accolti festosamente presso la comunità “Luigi Monti”, casa famiglia per minori. Oltre ai piccoli ospiti, numerosissimi i fedeli raccolti nella sala che ha ospitato la celebrazione eucaristica. E ancora a Reggio Calabria, la parrocchia di s. Gregorio. Infine Villa San Giovanni, nelle parrocchie guidate dai Padri Somaschi: Maria SS. Immacolata e Maria SS. del Rosario.

Sì, abbiamo bisogno di ritrovare il Padre. Se lo accoglieremo, sperimenteremo la tenerezza ineffabile del suo Cuore: “Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (Os 11,4). Prepariamoci ad accogliere, nei prossimi giorni, il Dono più grande di questo incomparabile Papà: il suo unico Figlio. Che muore e risorge per noi.

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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