5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

16 Novembre 2023 - Giovedì

16 Novembre 2023 - Giovedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 17,20-25

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

L’uomo di ogni tempo e di ogni cultura e religione si è sempre interrogato sulla fine del tempo e su cosa ci sia dopo la morte. A maggior ragione i farisei che attendevano ormai da secoli l’avvento del Messia e del suo Regno. Gesù non ha mai risposto alla domanda sul “quando” ossia su “quanto” dobbiamo vivere, sulla quantità dei nostri giorni terreni. E menomale! Figuriamoci se sapessimo in anticipo la data della nostra morte: saremmo paralizzati ogni giorno dalla paura dell’attesa. Gesù piuttosto concentra il Suo insegnamento sul “come” dobbiamo vivere. Non sulla “quantità”, ma sulla “qualità” della nostra vita. Per questo ci offre un insegnamento straordinario sul Regno che è venuto ad inaugurare sulla terra.
Innanzitutto ci dice che il Regno di Dio «non viene in modo da attirare l’attenzione». Sì, non è chiassoso il Regno, non è spettacolare né clamoroso. Non si rivolge tanto agli occhi (attirare l’attenzione), ma al cuore degli uomini. Quanta differenza con i moderni “profeti” dei nostri talk show sempre pronti ad urlare le loro ragioni (presunte) pur di strappare qualche punto in più di share… La piccolezza evangelica è la condizione per accorgersi della sua presenza: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Matteo 11,25).
Una seconda caratteristica è la sua universalità: «nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”». Dopo l’Incarnazione del Figlio di Dio non c’è più nessun angolo della terra che non sia la Sua dimora: «tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Giovanni 1,3); non c’è più un solo centimetro di pelle umana che non abbia il Suo Dna: «non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3,28); non c’è più nessun cuore, per quanto piccolo e miserabile che non lo possa contenere: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Matteo 22,37).
Infine la rivelazione stupenda: «Ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». È già in mezzo a noi, è già in noi: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Giovanni 14,23). Dove ci sono segni di comunione, lì c’è il Regno di Dio: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Nel più piccolo gesto di amore, lì c’è il Regno: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Matteo 25,40). È un Regno che non esclude nessuno: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Marco 2,17).
Un Regno con le porte aperte anche per i ritardatari: «“Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”». Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”». Bellissimo questo Regno! Ma non dobbiamo mai dimenticare che è il frutto di una sofferenza indicibile da parte di Gesù, una vera e propria “passione” d’amore per noi. Mantenere una memoria viva e grata di ciò ci mette in salvo da un pericolo terribile, di ieri, di oggi e di sempre ossia che Gesù «venga rifiutato da questa generazione».
Il rifiuto del Regno non è soltanto un negare la sua esistenza, ma ha delle conseguenze catastrofiche su ogni essere umano. È come se si rompesse lo specchio dove l’Uomo si scopre immagine e somiglianza di Dio e proprio per questo rifiuto l’essere umano è capace delle più grandi nefandezze.

Caro Gesù,
quando sentiamo parlare di “regni
ci vengono in mente i re, uomini potenti,
seduti su troni imponenti,
inavvicinabili, che ordinano le guerre,
ma mandano gli altri a morire;
che urlano ordini e si fanno servire;
che difendono i propri confini
e il proprio potere;
che mangiano cibi raffinati.
E poi vediamo Te,
che rinunci alla Tua potenza
per affermare la forza dell’Amore;
che siedi su una Croce;
che Ti sei fatto vicino
nella nostra carne mortale;
che sei il Principe della Pace;
che muori per noi;
che non urli per non spezzare noi
che siamo canne incrinate;
che non sei venuto per essere servito,
ma per servire e dare la Tua vita in riscatto per noi;
che dilati i confini del Tuo Regno
per accogliere tutta l’umanità;
che rinunci al Tuo potere
per dare a noi il potere di diventare figli di Dio;
che per cibo cerchi solo la volontà del Padre.
Che differenza tra i regni del mondo
e il Tuo Regno!
Eppure chissà perché
ci sentiamo più a nostro agio a Casa Tua,
ci sentiamo accolti e perdonati.
E come ladroni pentiti anche noi Ti gridiamo:
“Gesù, ricordati di noi quando sarai nel Tuo Regno”.
Perché abbiamo capito che il Paradiso
non è pieno di Santi, ma di peccatori perdonati!
E allora ci sarà posto anche per noi!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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