5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

9 Luglio 2023 - Domenica

9 Luglio 2023 - Domenica

 

Carissimi Amici, buona Domenica a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - 11,25-30 -

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il Vangelo di questa 14ma domenica del Tempo Ordinario ci fa entrare in una bellissima preghiera di Gesù. È stupendo vedere come Gesù si relaziona col Padre. In fondo, la preghiera non è altro che questo: entrare in relazione con l’Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E Gesù ci rivela che i “piccoli” sono i preferiti del Padre Suo e Padre nostro.
Cosa si intende per “piccoli”? Non è un riferimento cronologico legato all’età. I piccoli, per antonomasia, sono coloro che, come i bambini, non riescono a vivere da soli, hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro, altrimenti muoiono. Comprendiamo subito allora che la “piccolezza” evangelica è la medicina contro il terribile veleno dell’autosufficienza, ossia la convinzione che non si ha bisogno di nessuno, che ce la si può fare da soli. È un atteggiamento devastante che non tiene conto della natura dell’uomo che è profondamente relazionale. Atteggiamento che si nutre di orgoglio, superbia, presunzione, egoismo: tutti veleni che portano a quelle mancanze di carità che ci fanno morire dentro!
Una riflessione di Dietrich Bonhoeffer, martire protestante nel campo di concentramento tedesco di Flossenbürg, ci aiuta a capire ancora meglio chi sono i “piccoli” agli occhi di Dio: «Dio è vicino a ciò che è piccolo, ama ciò che è spezzato. Quando gli uomini dicono: “perduto”, egli dice: “trovato”; quando dicono: “condannato”, egli dice: “salvato”; quando dicono: “abbietto”, Dio esclama: “beato!”». E d’altra parte il primo a farsi “piccolo” è stato proprio Gesù! Come non pensare alla Grotta di Betlemme quando quel Dio che nell’Antico Testamento non poteva essere visto (altrimenti sarebbe sopravvenuta la morte) ora ci mostra il Suo Volto di Bambino. O come non pensare alla “piccolezza” intesa anche come fragilità del Crocifisso, Figlio di Dio Onnipotente che subisce per amore nostro il martirio della Croce. E la stessa Eucaristia, presenza reale di Cristo col Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità: quanto è fragile e piccolo quel pezzo di Pane che dà la vita. Lo spezzi con due dita eppure più lo spezzi più si moltiplica per ognuno di noi!
E poi Gesù rivolge un invito che ha attraversato i secoli e che oggi raggiunge noi: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Se avesse detto: “Vengano a me coloro che sono forti e ricchi e giusti; coloro che hanno solo successi nella vita…” credo che non si sarebbe presentato nessuno. Invece Gesù che conosce molto bene i cuori degli uomini, manifesta tutta la Sua gioia nel farsi nostro rifugio e forza. È bello sapere che ci invita ad andare da Lui con tutto il carico della nostra umanità ferita, con il passo lento di vite stanche e talvolta deluse, con le ferite di cuori che non sono stati amati o non hanno amato abbastanza. E la cosa bella è che non promette di toglierci le nostre croci.
Essere amati da Dio non vuol dire che Lui interviene per liberarmi dal limite o dalle sofferenze. Vuol dire piuttosto che Lui è dalla nostra parte, sempre dalla parte dei “piccoli” e solo in Lui possiamo trovare ristoro. È probabilmente un altro modo per declinare la beatitudine della consolazione: «Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati» (Matteo 5,4).

Caro Gesù,
è proprio vero che la Tua Parola
è la bussola sicura che orienta il nostro cammino umano
verso la crescita nella conoscenza di Te e del Padre Tuo!
Sì, perché la bussola del mondo
ci indica costantemente altre vie per essere felici:
diventare “grandi” agli occhi degli altri,
sottometterli e dominarli,
essere capaci di spiegare tutto razionalmente,
figli di una sapienza umana dal volto arrogante e presuntuoso.
La Tua bussola invece ha per Nord l’Amore del Padre
e ci indica sentieri che solo i “piccoli” possono scoprire.
Insegaci allora l’arte di essere “piccoli”,
di far diminuire il nostro “io” obeso e malato
per fare crescere Te in noi.
Distruggi tutto ciò che abbiamo costruito
sulle fondamenta fragilissime dell’orgoglio e della superbia
per imparare a costruire sul cemento armato
della mitezza e dell’umiltà di cuore.
E grazie Gesù perché apri ogni giorno
le porte del Tuo Cuore per accogliere noi,
generazione che corre dalla mattina alla sera
senza sapere nemmeno più perché,
ma ritrovandoci stanchi e oppressi
alla fine della giornata
e tante volte anche alla sera della vita.
Grazie perché se le leggi del mondo
si rivelano spesso essere pesanti catene,
il giogo della Tua legge è soave e leggero
ed è l’unica dipendenza
che ci rende sovranamente liberi
perché fondata sull’Amore.

 

Buona domenica a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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