Segui la vita della Cittadella

Una Luce che trasfigura

Una Luce che trasfigura

Insieme a Lui, sul monte. In profonda solitudine, per gustare l’intimità con Lui. E poi, l’incontro coi fratelli, nella gioia di essere “un corpo solo e un’anima sola” (At 4,32) in Lui. La Cittadella dell’Immacolata è stata il piccolo Tabor su cui moltissimi pellegrini sono saliti, anche questa settimana. Per stare con Gesù. E lasciarsi trasfigurare con Lui, in Lui. Nella luce ineffabile della Sua divina bellezza.

La luce di uno specchio. Che riflette una luce fulgidissima. È il Cuore immacolato di Maria, unito da «un vincolo segreto» al Cuore Sacratissimo di Gesù. Ce lo ha spiegato p. Francesco nel primo venerdì di agosto, il settimo nel nostro percorso in onore del Sacro Cuore. A partire dal Vangelo del giorno: “Sua madre, non si chiama Maria?” (Mt 13,55). Sì, quello tra Madre e Figlio è un legame indissolubile, tutto all’insegna della somiglianza. «Maria è la Somigliantissima a Dio – così la chiama s. Efrem il Siro – , è lo specchio di Dio. E anche Gesù è somigliantissimo a Maria, perché è stata lei a donargli l’umanità». I due Sacri Cuori si richiamano quindi a vicenda come in uno specchio: un concetto altissimo proposto, tra gli altri, da s. Giovanni Eudes, sacerdote francese vissuto nel XVII secolo e grande promotore del culto al Sacro Cuore di Gesù.

La luce di una presenza divina. Che si propone al nostro sguardo estasiato solo quando abbiamo il coraggio di lasciare tutto per stare soli con Lui: “Li condusse in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1). Domenica, festa della Trasfigurazione del Signore, p. Francesco ci ha ricordato che «ogni cristiano è chiamato a diventare “eremita”», anche solo per pochi minuti al giorno. «Non basta la Messa, non basta la preghiera comunitaria. Abbiamo bisogno di incontrare Gesù nell’intimità del nostro cuore, attraverso la preghiera personale». Ed ecco alcuni suggerimenti pratici che ci possono aiutare: «Consacra un angolino della tua casa alla preghiera. Ornalo con qualche immagine sacra e fanne il tuo rifugio, il tuo luogo di incontro col Signore, nel corso della giornata».

La luce che della grazia ritrovata. Così p. Antonio Carfì ha descritto il mistero della Trasfigurazione, ricollegandolo ad una lettura rabbinica del peccato originale come “perdita della luce”: «Adamo ed Eva prima del peccato erano rivestiti di luce. Col peccato originale questa luce è stata come nascosta, offuscata». Una drammatica esperienza che si rinnova nella nostra vita: «Il peccato ci sfigura, ci deturpa, sporca in noi l’immagine e la somiglianza di Dio». Ecco allora il senso profondo della trasfigurazione: «L’amicizia del Signore ci trasfigura, cioè ci fa passare dalle tenebre del peccato alla luce della grazia». Commentando poi il grido accorato del Padre – “Ascoltatelo” (Mt 17,5) – p. Antonio ci ha invitati con forza a «riprendere in mano la Bibbia, per lasciarci trasfigurare dalla Parola di Dio». Una Parola che racchiude una potenza intrinseca: «Non è importante capire tutto, ma accogliere con umiltà. Perché un Dio che muore per me ha il diritto di essere ascoltato, accolto nella mia vita!». Una Parola che ha il potere di trasfigurare la nostra vita «frenetica, spesso persa nell’inferno del nonsenso». Una Parola capace di accompagnarci perfino nelle tenebre della morte, per vincerle con la sua luce.

Una luce che salva. Così p. Santo Donato, più volte, durante la Messa, ha proposto il mistero della Trasfigurazione, invitando i fedeli ad accoglierla con cuore aperto e umile: «Signore sono debole, ho bisogno della tua forza. Sono nelle tenebre, ho bisogno della tua luce. Sono nella malattia, guariscimi. Gesù, liberaci dal potere delle tenebre perché possiamo vivere in questa luce che è il tuo amore, la tua dolce presenza». Senza dimenticare la dimensione escatologica: «La trasfigurazione ci ricorda che siamo fatti per l’eternità, per il Cielo. Non dimentichiamo di pregare per i nostri cari defunti che ci hanno preceduti nella fede in Gesù-Luce».

Una luce che è testimonianza. Come quella che splende sui volti delle Missionarie della Carità, fondate da s. Teresa di Calcutta. Due sue figlie provenienti dalla Polonia hanno visitato la Cittadella dell’Immacolata in questi giorni, in compagnia di alcuni parenti. «Qui c’è aria di casa», è stato il commento delle religiose. Soprattutto grazie alla presenza di due grandi santi loro connazionali: s. Faustina e s. Massimiliano Kolbe. P. Gaetano Lombardo, padre spirituale delle suore, ha commentato: «Le ceneri di p. Kolbe hanno fecondato tante terre nel mondo, suscitando comunità ispirate al suo carisma. La nostra è proprio una di queste». La Trasfigurazione, festa dello stupore e della bellezza, ci ha preparato a vivere la solennità del nostro caro patrono, tra non molti giorni. Attendiamo questo nuovo appuntamento di grazia con il cuore illuminato dall’amore. E pronto a riempirsi di nuova luce.

Orari

Sante Messe Domenicali

8.30
10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
(Lunedì ore 7.00)
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.30 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario

Logo bianco Cittadella dell'Immacolata