5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

18 Novembre 2023 - Sabato

18 Novembre 2023 - Sabato

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 18,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Ecco una parabola che contiene alcune verità che potrebbero metterci in difficoltà. Per esempio, quando Gesù dice che il Giudice, in riferimento a coloro che gridano notte e giorno verso di lui, «farà loro giustizia prontamente». Ed immagino subito l’obiezione che sentiamo montare nei nostri cuori: tante volte abbiamo pregato e con grande insistenza e fervore, ma non abbiamo ottenuto le grazie richieste!
Dunque, a che serve pregare? Che cosa Dio si sta impegnando solennemente a concederci prontamente? Il desiderio di Lui! La nostra fede deve nutrirsi del desiderio di Dio, di conoscerLo, di farne esperienza, di incontrarLo! Senza di Lui siamo come vedovi/e: privi dello Sposo. È fondamentale avere fede, tanto è vero che Gesù pone a ciascuno di noi la domanda: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Cos’è davvero la fede? Credere che Dio esiste? No, non basta.
Secondo un’antica etimologia credere deriverebbe dal latino cor dare che letteralmente significa: dare il cuore a qualcuno! Allora l’atto di fede non consiste solo nel dire: Dio esiste, ma nel confessare: Dio esiste ed è Amore! E giacché credere vuol dire “dare il cuore a qualcuno”, è evidente che l’atto di fede non impegna solo il nostro intelletto, ma soprattutto il nostro cuore. Se dunque credere vuol dire amare, ora comprendiamo perché è fondamentale il desiderio. Che amore è senza desiderio? Diventerebbe qualcosa di glaciale, di meccanico. Ecco allora cosa chiedere senza scoraggiarci. Sì, perché a volte sembra che il Signore si comporti da “sordo”, ma è solo perché vuole ravvivare in noi il desiderio, vuole che gridiamo col cuore. La relazione con Lui è come un grande gioco d’amore: Dio veramente vuole udire i gemiti – che a volte diventano vere e propria grida del cuore – perché vuole udire la nostra voce. Così infatti si rivolge lo sposo del Cantico a colei che pensa di essere vedova: «Fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave!» (Cantico 2,14).
La parabola allora vuol farci interrogare su quanto desideriamo davvero il Signore! Non tanto o soltanto le Sue grazie (tutti ne abbiamo bisogno), ma proprio quanto desideriamo Lui. La differenza è tutta qui: desideriamo i doni di Dio o il Dio dei doni? Ecco la riflessione che abbiamo fatto mercoledì scorso: siamo “clienti” di Dio o “credenti” in Lui? Nel Padre nostro chiediamo: “venga il Tuo Regno”, ma lo desideriamo veramente? Questo è il punto! Così la nostra preghiera non si concentra solo su qualche grazia, seppure importante.
Se facciamo davvero esperienza di Dio, vengono meno anche le nostre attese e “pretese” perché il dono più grande che la preghiera ci ottiene è il fatto di entrare in comunione con Lui, di scoprire di essere già “in” Lui! A questo punto anche se le nostre richieste non verranno esaudite il nostro cuore rimarrà in pace perché se abbiamo davvero fede allora ci fideremo di Lui!
Possiamo dire che Dio non esaudisce le nostre suppliche al fine di far nascere in noi il desiderio ardente di Lui. Non è forse Lui stesso che ha detto: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!» (Luca 12,49). È il fuoco del desiderio d’amore verso di Lui. E il combustibile è proprio il desiderio. Alla fine la differenza non è data da ciò che ci accade, in bene o in male, ma se in ciò che ci accade noi siamo in Lui e Lui è in noi, attraverso il desiderio di Lui!

Caro Gesù,
Tu lo sai,
viviamo in un mondo
in cui è concesso fare
di tutto e di più
all’interno dei nostri villaggi globali.
Eppure sperimentiamo sempre più spesso
un senso di amara solitudine.
Ci accendiamo e ci spegniamo facilmente
a seconda delle mode del momento,
di ciò che “tira” di più.
Parliamo tanto di amore,
ne sentiamo moltissimo il bisogno,
ma spesso lo esauriamo
in esperienze intensissime, ma brevi,
senza legami profondi né responsabilità.
E il senso di “freddo” aumenta,
sembra che nuotiamo dentro laghi ghiacciati!
Abbiamo bisogno di riscoprire il desiderio vero.
Come amanti insaziabili sentiamo l’esigenza
di incontrare davvero l’Amore.
Guarisci i desideri che nascono dall'egoismo!
Guarisci i desideri che creano solo deserti
in noi e intorno a noi.
Guarisci i desideri che si spengono
nel possesso degli altri,
invece di accendersi e moltiplicarsi nel dono di sé.
Donaci il desiderio di Te!
Accendi nei nostri cuori la passione per Te!
Rendici roveti ardenti di amore per Te!
E quando tornerai sulla Terra
ci troverai sicuramente ancora fragili e deboli,
ma se Ti avremo aspettato
con il cuore ardente di desiderio per Te,
con l’anima infiammata da una fede autentica,
faremo esperienza del Tuo Amore personale.
E capiremo di non avere vissuto e atteso invano!

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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