5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

30 Ottobre 2023 - Lunedì

30 Ottobre 2023 - Lunedì

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca – 13,10-17

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Una guarigione che Gesù opera verso una donna, ma i cui effetti, come sempre, raggiungono anche noi. Partiamo da questa sottolineatura: «Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse». Gesù “vede” sempre noi, siamo sempre nel cono di luce del Suo sguardo pieno di amore e di tenerezza per noi. Non dobbiamo mai temere che qualcosa della nostra vita sfugga alla Sua attenzione.
I Vangeli ci consegnano squarci di luce straordinari su cosa Gesù provi per noi. Un esempio per tutti: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare» (Marco 8,2; ma vedi anche dello stesso evangelista 1,41; 6,34; Luca 7,13; 10,37; 15,20). Gesù prova “compassione” per noi e tante altre volte abbiamo spiegato che questo sentimento nella lingua ebraica e greca viene reso con l’espressione “viscere di misericordia”, ossia ciò che una mamma prova quando sente muovere la creatura che porta in grembo. Dunque Gesù ci guarda con compassione e ci “chiama a sé per parlarci”.
È la Sua Parola allora che diventa per noi fonte di guarigione. La Sua Parola e il dialogo che ne deriva ascoltandola e accogliendola nel cuore che diventa poi preghiera. L’effetto della Parola rivolta alla donna ricurva è stupendo poiché le permette di recuperare la posizione eretta! Non è soltanto l’intervento di un “fisioterapista” (seppure molto speciale) che raddrizza la schiena. C’è infinitamente di più: infatti la posizione ricurva è quella degli schiavi o di coloro che sono concentrati solo sui propri orizzonti limitati, come le gallinelle che stanno sempre a testa bassa per beccare qualche chicco di cereali o mangime verde, nonché insetti e vermi.
Così ci riduciamo anche noi quando ci concentriamo solo sulle cose terrene dimenticando completamente Colui che è il Creatore e Donatore di ogni cosa. Noi, chiamati a mangiare il Pane degli Angeli, il Corpo e il Sangue di Cristo ci riduciamo spesso a cibarci solo di cose anche belle, ma morte, finite, limitate. Gesù guarisce la donna e anche noi tutte le volte che recuperiamo la posizione “dritta”, “eretta” che è quella dei figli dianzi al Padre. La guarigione in sé è quella di farci prendere coscienza che siamo figli di Dio, che possiamo stare in piedi dinanzi a Lui perché Gesù ci ha rivelato che è nostro Padre ed abbiamo ricevuto lo Spirito Santo che grida incessantemente in noi: “Abbà, Padre” (Romani 8,15).
Solo da questa posizione possiamo ritornare alle cose terrene senza più paura che ci dominino e ci schiavizzino perché, come figli, riconosciamo che tutto è dono del Padre ed impariamo ad usarne senza trasformarle più in idoli (cfr. Colossesi 3,1-2). Possiamo stare di nuovo in posizione eretta e guardare verso il Cielo non solo per ammirare le nuvole o i colori stupendi che la natura ci regala, ma per ricordarci che questi Cieli non sono abitati solo dalle nostre paure del futuro – ma anche del presente, per non parlare del passato del quale spesso il Maligno si serve per farci sentire perennemente in colpa – …
Ora sappiamo che il Cielo è abitato dalla Paternità amante di Dio che è Amore e Comunione infinitamente misericordiosa con tutti noi. La malattia da cui ci libera Gesù allora non è soltanto quella derivante da una deformità fisica, ma dalle deformità del volto di Dio che Satana continuamente prova a costruire dentro di noi in base alle nostre esperienze, per cui di volta in volta ti dirà che Dio esiste, sì, ma non per te; che non ti vuole bene; che non si prende cura di te; che se esistesse ti avrebbe già aiutata; che se fosse davvero Amore non farebbe scoppiare le guerre e i bambini non morirebbero di fame; che se fosse attento alle vicende terrene avrebbe impedito quel tuo fallimento o quella scelta sbagliata…
E potremmo continuare ancora con tantissimi esempi di pensieri che forse anche noi abbiamo talvolta coltivato. E così se non ci raddrizziamo ascoltando la Parola di Gesù per ritrovare tutta la bellezza e la gioia profonda di essere figli di Dio finiremo per concentrarci solo sulle cose terrene guardando solo verso il “basso” e dimenticando che invece noi veniamo e rinasciamo continuamente dall’alto (cfr. Giovanni 3,3). La medicina di ieri, di oggi e di sempre è la Parola di Dio ascoltata, amata, interiorizzata e fatta carne ossia scelte concrete nella vita di tutti i giorni. Così non ci identificheremo solo nella donna guarita, ma anche nella folla del Vangelo di oggi che «esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute» conoscendo così una gioia e uno stupore che nessuna cosa al mondo potrà mai donarci.

Caro Gesù,
lo riconosciamo:
anche noi a volte siamo “curvi”
e facciamo sempre più fatica
ad alzare la schiena della vita
e gli occhi del cuore da ciò che ci sta davanti.
Abbiamo fame di cose belle, vere, semplici,
ma finiamo per cibarci
solo di quello che ci viene davanti per primo,
illudendoci che briciole di affetti e soddisfazioni
possano riempire le voragini che sentiamo nel cuore.
I nostri occhi ormai completamente concentrati
sugli schermi di cellulari e tablet
sono diventati miopi
e abbiamo smesso di guardare in Alto,
di guardarci intorno, di guardarci dentro.
Rialza anche noi, Gesù!
Raddrizza i nostri sogni e le nostre speranze.
Rafforza i nostri desideri di bene e di pienezza.
Fa’ che nessuna cosa materiale possa illuderci di saziarci
fino a quando non scopriremo che proviene da Te,
dalla Tua Provvidenza attenta ed amante.
Aiutaci a ritrovare la gioia di essere figli del Padre Tuo,
non per disprezzare ciò che ci circonda,
ma per ritrovare in ogni cosa
il codice di bellezza che le distingue
e le rende dono Tuo per noi
per cui crescerà il senso della gratitudine
e la gioia immensa dell’appartenenza all’Amore.
E staremo in piedi anche noi, finalmente,
forse col volto ancora rigato dalle lacrime,
ma con il cuore pieno di speranza.
E andremo incontro a Te, a noi stessi
e agli altri con gli abiti nuovi della festa,
con sentimenti nuovi di gioia e di sobria ebbrezza.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

Orari

Sante Messe Domenicali

8.30
10.30
18.00


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La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
(Lunedì ore 7.00)
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.30 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario

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