5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

1 Luglio 2023 - Sabato

1 Luglio 2023 - Sabato

 

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo – 8,5-17 –

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”.

Due interventi miracolosi di Gesù: verso il servo del centurione e verso la suocera di Pietro. Due tipologie diverse di guarigioni. Il primo potremmo chiamarlo il miracolo della Parola, che avviene grazie alla fede del centurione. È interessante notare che nel dialogo con il centurione inizialmente Gesù propone di recarsi personalmente presso la casa dove giace il servo. Ma il centurione, con un discorso tratto dalla logica militare, fa capire che ha talmente tanta fiducia in Lui che è sicuro che potrà operare anche a distanza: «di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito». Che lezione per noi! Questo pagano – perché di un pagano si tratta – è convinto che la Parola di Gesù è così potente che può dominare le forze del male anche da lontano. Ed ha ragione: è potente questa Parola. È la Parola che si trova all’origine della Creazione, fonte stessa di tutto ciò che è stato creato: «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu» (Gen 1,3); «Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto”. E così avvenne» (Gen 1,9). Dio “dice” la Parola che è il Figlio e tutto viene creato! È stupenda questa prospettiva! La Parola, ossia il Verbo di Dio, non è solo un concetto (per quanto divino), è una Persona che ama, opera, agisce, crea, ridona la vita a chi l’ha perduta: Gesù «gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!” (Giovanni 11,43). Gesù è la Parola onnipotente che rivolta a Lazzaro morto lo restituisce alla vita: «Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario» (Giovanni 11,44). Comprendiamo allora quanto sia importante il nostro rapporto con la Parola. E non basta solo leggere le Scritture, occorre piuttosto pensare che ogni sillaba è gravida della Presenza del Risorto che parla ancora oggi a noi. Per questo la Parola va accolta, meditata, pregata. Perché non è soltanto “la Parola di Dio”, ma “la Parola che è Dio”! Gli effetti su di noi sono stupendi. Vi ricordo solo l’esperienza dei discepoli di Emmaus ai quali si affianca inizialmente Gesù Risorto senza che lo riconoscano e che lungo la via spiega loro le Scritture: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?» (Luca 24,32). La Parola fa ardere i nostri cuori dell’amore di Dio, dell’amore per Dio!

Da annotare infine per questo primo miracolo la bellezza e la forza dell’amore del centurione verso il suo servo. È proprio vero che quando la nostra preghiera è mossa dall’amore tocca sempre il Cuore di Dio!

L’altro miracolo riguarda la suocera di Pietro. Stavolta c’è un contatto fisico: «Le toccò la mano e la febbre la lasciò». E in questo contatto c’è tutta la tenerezza di Dio per noi. È bello sapere che Gesù è venuto a “toccare” le nostre infermità, fisiche e spirituali. Nell’Incarnazione del Verbo viene annullata ogni distanza tra Dio e l’Uomo. Dopo Nazaret/Betlemme Dio non è più soltanto accanto all’Uomo come avveniva nell’Antico Testamento: adesso è “in” noi! Il Suo compito lo annuncia Lui stesso riferendo a Sé stesso la profezia di Isaia: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”. Questa profezia è come un potente lampo di luce che squarcia le tenebre dei nostri modi errati di pensare a Dio come Colui che causa sofferenze e dolori. È assolutamente vero il contrario: con la croce in realtà non ha solo preso su di sé un legno pesante, ma si è caricato delle nostre sofferenze e malattie perché non fossimo più soli e disperati nelle tribolazioni della vita, ma fortificati e consolati dalla Sua amicizia e presenza in noi (cfr. la meditazione di ieri).

Alla luce del Vangelo di oggi chi è Gesù? È il Dio dalla Parola potente e dalla Tenerezza senza fine che rigenera il corpo e l’anima.

Caro Gesù, viviamo in un mondo chiassoso
dove sembra che vinca chi grida più forte degli altri.
Siamo abituati a parole spesso volgari e violente,
espressione della rabbia che è in noi
e della quale tante volte non conosciamo neanche il motivo.
Parole che feriscono, distruggono,
innalzano muri anziché costruire ponti.
E poi all’improvviso ci viene incontro la Tua Parola,
(onni) potente, ma delicata al tempo stesso,
capace di annullare le distanze fisiche e spirituali
e di comunicarci il Tuo ardente desiderio
di amarci così come siamo.
Capace di seminare in ogni cosa
il Tuo stesso codice di bellezza
così che tutto il Creato sia sacramento del Tuo Amore.
Capace di parlare il linguaggio dei bambini
e la lingua seria dei rabbini.
Capace di accarezzare gli orecchi e l'anima,
ma anche di placare le tempeste e risvegliare i morti!
Oggi ti preghiamo così Gesù:
donaci la fede non dei Santi e dei Martiri
forse per noi irraggiungibile.
Donaci la fede di un pagano, che sicuramente non conosceva
tutti i dogmi e tutti i misteri di Dio,
ma certamente aveva il cuore pieno di amore.
E quando i nostri balbettii si incontrano con la Tua Parola
diventiamo anche noi sillabe
dell’immenso vocabolario d’Amore
con cui Tu parli agli uomini.
Pronti a scrivere con Te pagine indimenticabili di Vangelo
nella vita di tutti i giorni.

 

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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