5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

23 Febbraio 2024 - Venerdì

23 Febbraio 2024 - Venerdì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Siamo all'interno del grande Discorso della Montagna, conosciuto anche come il Discorso delle Beatitudini. Gesù si presenta come il nuovo Mosè. E se quest’ultimo aveva ricevuto le Tavole della Legge da Dio sul Sinai, adesso siamo in presenza della Legge in Persona. Gesù è il Figlio di Dio e la differenza con la Legge di Mosè è sostanziale: non perché Gesù sia venuta a cambiarla, lo afferma Lui stesso: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Matteo 5,17).
La Legge – spiegherà l’Apostolo Paolo (cfr. Galati 3-4) – ha avuto la funzione di accompagnare il popolo d’Israele fino alla «pienezza del tempo» (Galati 4,4) ossia fino alla venuta di Cristo ed aveva lo scopo di indicare la via del bene e del male, ma non aveva il potere di dare la Vita nel caso in cui fosse stata trasgredita. Ora è Cristo che dà la Vita! Ecco perché oggi Gesù chiede ai Suoi discepoli (ossia a me e a te che hai la pazienza di leggere queste righe…) di vivere una giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei. In altri termini, la questione si racchiude tutta dentro la differenza tra minimum legis e maximum charitatis.
Il primo atteggiamento (minimum legis) consiste nell’osservare le prescrizioni e le regole religiose stando attenti a non commettere il peccato. È come se ci trovassimo vicino ad un burrone e stessimo attenti a camminare proprio sul filo del precipizio, cercando di non cadere… Si “osserva” la Legge, ma solo per non commettere il male. E se vogliamo è già cosa buona. Ma Gesù ci chiede altro: il maximum charitatis, ossia ci chiede di allontanarci dal burrone il più possibile per camminare su terra ferma e sicura che è il terremo della carità, dove non ci preoccuperemo più di “non fare il male”, ma di “fare il bene, più che possiamo”.
Ecco la giustizia che ci viene richiesta dal nostro Maestro e Signore! Ed ecco perché questa giustizia parte proprio dai rapporti interpersonali e quotidiani all’interno dei quali, in nome dell’amore per il Signore e per i fratelli siamo chiamati a stare attenti anche al linguaggio che usiamo. Senti cosa dice a tal proposito san Paolo: «Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano» (Efesini 4,29).
È dal rapporto con gli altri che passa il nostro cammino di santità! Davvero l’altro/a è la via più sicura per incontrare Gesù! Per questo Gesù chiede una cosa per comprendere la quale dobbiamo conoscere le consuetudini religiose del popolo d’Israele: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono». Dobbiamo sapere che la Legge prescriveva che se nel momento in cui il pio israelita si presentava per fare la sua offerta durante il culto un serpente velenoso (non dimentichiamo che Israele per molti anni ha vissuto nel deserto) si fosse avvolto alla sua gamba, egli doveva completare la sua offerta senza fuggire o provare ad allontanare il serpente a rischio di essere ucciso dal veleno, altrimenti la sua offerta non sarebbe stata valida al cospetto di Dio.
Ciò che chiede Gesù è un’autentica rivoluzione! C’è un serpente velenosissimo che si chiama rancore, orgoglio, desiderio di vendetta; i morsi di questo serpente rendono “impura” la nostra offerta. Ecco perché Gesù ci fa capire che sanare le relazioni ferite è l’offerta che Dio gradisce più di qualsiasi altra cosa: «Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Matteo 9,13).

Caro Gesù,
non finiremo mai di ringraziarTi
perché ci aiuti a purificare i nostri riti religiosi
da tutto ciò che li rende solo esteriori
e – dài lo ammettiamo – talvolta ipocriti.
Tu sei Amore e quindi ci insegni
a ripartire sempre dal cuore,
dalla nostra intimità abitata dalla Tua presenza
affinché i nostri riti e le nostre devozioni
siano frutto dell’incontro con Te.
Soprattutto ci inviti a vigilare
affinché la nostra religiosità
non sia una “scorciatoia” per evitare
la relazione con i fratelli
che camminano accanto a noi!
Ha poco senso presentarci davanti a Te
con belle preghiere e canti meravigliosi
se poi abbiamo il cuore pieno di rancori,
di maldicenze e giudizi.
Ha poco senso se le nostre mani
congiunte nella preghiera
sono le stesse che poi puntano il dito
contro tutto e tutti.
Grazie Gesù perché ci fai capire
che non ci vuoi perfetti, ma veri!
Che non ci vuoi “Santi”, ma peccatori
consapevoli di essere stati perdonati.
Perché è da questa esperienza
che nasce la carità autentica
e l’apertura del cuore verso i nostri fratelli.
È solo la carità nella verità
che ci rende credenti-credibili.
È solo l’amore che crea ponti con Te
e con l’umanità dolente di cui facciamo parte.
È solo l’amore l’unica moneta
che ha corso e valore qui in Terra
e nel Tuo Regno.
Tutto il resto, così diciamo sulla Terra,
è fuffa!

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Appuntamenti

Orari

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10.30
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La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi
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(Lunedì ore 7.00)
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